Cedolare Secca: ennesimo tentativo di gravare di ulteriori costi la Casa

Viviamo tutti un momento tragico che ha aggravato ancora di più una crisi sociale ed economica  già presente negli ultimi anni su tutto il territorio nazionale.

Gli italiani in questi momenti di difficoltà si rivolgono ai propri rappresentanti politici per chiedere aiuto e soluzioni in grado di invertire la tendenza negativa che innesca la crisi economica e sociale.

Gli italiani sanno con certezza che alcune manovre possono dare realmente una spinta verso la ripresa economica se gestite bene, mentre un errore o una analisi finanziaria applicata male può causare la fine di ogni timido segnale di ripresa.

Il Primo Governo D’Alema ha avuto l’intuizione di riformare il mondo delle locazioni abitative per dare chiarezza ad un settore lasciato per troppo tempo a se stesso e grazie alla legge 431/1998 si avviò un importantissimo percorso di emersione dei contratti di locazione “in nero” rendendo allo Stato italiano un incremento delle entrate fiscali, in questo comparto, che superava il 200% rispetto al precedente introito.

La legge risultò rivoluzionaria nella sua semplicità esplicativa perchè per la prima volta prevedeva un percorso di agevolazioni fiscali che rendevano non conveniente locare in nero subendo i rischi legati a questa formula locativa.

Questa inversione di rotta, rispetto all’idea di continuare ad inasprire l’imposizione fiscale per raggiungere il budget di entrate fiscali previsto dallo Stato, oggi possiamo dire che è risultata vincente.

Il Quarto Governo Berlusconi, avendo percepito l’azione dirompente della legge 431/98 sul principio di riscossione fiscale nel mondo della Casa, ha approvato il Decreto legislativo del 14 marzo 2011 n. 23  che introduceva una ulteriore azione fiscale per aumentare l’emersione dei contratti di locazione abitativa “in nero”.

L’intuizione del Governo Berlusconi ha introdotto la “Cedolare Secca” da applicare a tutti quei contratti che rispettano le regole previste nella D’Alemiana legge n. 431/98.

La sinergia di queste due normative ha l’indiscutibile merito di aver fatto emergere milioni di contratti “in nero” o registrati a canone fittizio rispetto a quello reale pagato dall’inquilino.

Oggi apprendiamo che il Governo Draghi intende rivedere questa impostazione fiscale nel mondo della casa perchè “produce una minore entrata fiscale di 2,3 miliardi annui” e perchè queste agevolazioni sono a vantaggio dei proprietari immobiliari che semplicemente per questo vengono etichettati come una categoria di “persone ricche” che non hanno bisogno di questi risparmi fiscali.

A questo tentativo di distruzione di un sistema fiscale ed impositivo che ha il grandissimo merito di aver rivoluzionato il mondo della locazione  il Sindacato inquilini ANIA assieme all’Associazione dei Proprietari “CASA MIA” dicono NO.

Il Dr. Andrea Monteleone, Segretario Nazionale di ANIA, assieme alla Presidente Nazionale di CASA MIA Sig.ra Cetty Moscatt rilevano che la perdita fiscale denunciata da un Dirigente del Ministero dell’Economia e Finanze di minori introiti quantificabili in circa 2,3 miliardi di euro annui

nell’audizione presso le Commissioni Finanze riunite di Camera e Senato,  viene abbondantemente sopperita da un maggiore incasso fiscale di circa 3,8 miliardi di euro ottenuto grazie all’emersione dei contratti di locazione “in nero” e dei contratti registrati per importi inferiori rispetto a quanto realmente pagato dagli inquilini.

Altro importante aspetto che deve essere evidenziato è che grazie a queste due norme e alle agevolazioni fiscali in esse contenute, il mercato immobiliare della locazione è calmierato con canoni di locazione più vicini ad una società in crisi ed a quelle fasce di inquilini che hanno difficoltà ad accedere al mercato libero.

Annullare queste agevolazioni fiscali significa ritornare verso un mercato della locazione senza regole che metterà i proprietari contro gli inquilini innescando una guerra dei poveri senza alcun vantaggio fiscale per lo Stato.

I proprietari ritorneranno a locare “in nero” poiché tornerà ad essere più conveniente affrontare il rischio rispetto alla futura elevata imposizione fiscale.

Si tornerà nuovamente a registrare contratti di locazione con canoni molto più bassi rispetto a quanto realmente gli inquilini pagheranno.

Già solo queste due “azioni” arrecheranno un danno fiscale allo Stato enorme e di molto superiore all’ipotetico minor introito di 2,3 miliardi di euro denunciato dal Dirigente del Ministero delle Finanze.

Altro importantissimo aspetto riguarda anche l’utilizzo obbligatorio del modello di contratto previsto direttamente dallo Stato per poter accedere alle agevolazioni fiscali.

Questo modello di contratto ha fatto diminuire di circa il 37% i contenziosi scaturiti per errate interpretazioni delle norme contrattuali.

Questa “litigiosità” arrecava minori entrate fiscali per ulteriori milioni di euro. Infine è importante evidenziare che queste agevolazioni fiscali sono rivolte alle persone fisiche proprietarie di immobili ed alle persone fisiche inquiline, Ne sono escluse le società immobiliari, le imprese, e le unità immobiliari non abitative.