Delusione per il nuovo decreto anti covid in vigore dal 7 aprile

Delude le attese il nuovo decreto in vigore dal prossimo 7 aprile. Non si può annullare la vita di tanti ristoratori e imprenditori nell’ambito dello Sport solo pensando ad una cautela maggiore contro il virus.

Si può e si deve fare di più!

Basterebbe organizzare il tutto con prenotazioni e vincoli ferrei ma dando la possibilità ad un settore oggi chiuso come quello dei Barbieri, parrucchieri e centri estetici, di poter svolgere quotidianamente la propria attività. E’ trascorso un anno ma manteniamo le fragilità del primo momento.
La tutela della salute è una indiscutibile priorità, ma non si possono del tutto ignorarare altre esigenze parimenti ugualmente meritevoli di protezione. Dopo più di un anno di attività a singhiozzo e di isolamento sociale, serve che l’azione di contenimento del contagio sia davvero calibrata alla ripartenza. Non esistono attività ‘non essenziali’. Ogni attività rappresenta un tassello importante del tessuto economico e sociale ed è fondamentale per la dignitosa esistenza di chi la esercita. Palestre, musei, cinema, teatri e ristoranti non soltanto sono comparti produttivi che interessano intere categorie di lavoratori, ma si prestano oggi a fungere da ammortizzatori del disagio sociale e strumento di miglioramento dello stato psico-fisico di una popolazione allo stremo.
Si tratta di settori per i quali l’emergenza ha comportato soltanto l’inatteso e drammatico appesantimento di una già acclarata difficoltà e che attendevano sostegno già prima della pandemia.
Del resto, la diffusa violazione delle restrizioni non è che un indice evidente della delusione e della sfiducia dei cittadini nei confronti di decisioni di stretta contingenza e scarsa lungimiranza, che hanno contribuito ad aggravare una depressione economica e sociale che deve essere subito arginata.
In linea con le sollecitazioni avanzate negli ultimi mesi, Meritocrazia Italia torna ad invocare misure di maggiore credibilità, che garantiscano sicurezza senza sacrificio della stabilità economica e sociale.
Per questo MI chiede un immediato ripensamento, con riapertura di bar, ristoranti, palestre e luoghi di aggregazione culturale, sempre secondo adeguati protocolli di sicurezza, come obbligo di prenotazione per fasce orarie, definizione di limiti di capienza, e accorti sistemi di contact tracing.