Bankitalia: Covid aumenta divario lavoro tra uomini e donne

 La pandemia ha aumentato il divario di genere sul fronte dell’occupazione. A fine febbraio – secondo quanto si legge nella nota congiunta “Il mercato del lavoro: dati e analisi” di Bankitalia e Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali – le posizioni lavorative occupate da donne erano circa 76.000 in meno rispetto a un anno prima; quelle occupate da uomini erano invece 44.000 in più: la differenza tra le due grandezze ammontava a circa 120.000 posizioni. Tale divario può dipendere da molteplici condizioni tra cui l’eterogeneità dell’evoluzione della domanda di lavoro, più sfavorevole nei comparti dove la presenza femminile risulta più diffusa, e dell’offerta di lavoro. La ricomposizione della domanda di lavoro ha contribuito in maniera marcata al peggioramento della condizione occupazionale femminile: ad essa sono riconducibili circa 70.000 delle 120.000 posizioni perse in più dalle donne rispetto agli uomini. Le restanti 50.000 riflettono però altri fattori, che si sono manifestati fin dall’inizio della pandemia e si sono intensificati dall’autunno.

In particolare potrebbe avere influito la minore partecipazione delle donne al mercato del lavoro, determinata anche dalle accresciute difficoltà di conciliare l’attività lavorativa con i carichi familiari. Quanto al differenziale di genere nel tasso di attività nel 2019 e nel 2020 lo studio rileva che dopo il peggioramento registrato in primavera, anche tale divario si è accentuato in autunno e, annullando i progressi registrati nei precedenti tre anni, nel quarto trimestre del 2020 è stato pari -19,2 punti percentuali.