Dissesto idrogeologico. Calascibetta, piazza San Pietro in sicurezza

Sono in pochi a Calascibetta, nell’Ennese, ad avere visto piazza San Pietro, perla del quartiere normanno del paese, nella sua interezza e pienamente fruibile, o a ricordarsene in tutto il suo splendore. Da oltre quarant’anni, infatti, gli spazi di quest’area risultano chiusi al transito per inagibilità e per motivi precauzionali, ma ora, grazie alla Struttura contro il dissesto idrogeologico, guidata dal governatore Nello Musumeci, verranno recuperati e restituiti alla cittadinanza e ai turisti.

Gli Uffici diretti da Maurizio Croce hanno infatti pubblicato la gara – importo di poco inferiore ai due milioni di euro – per i lavori di consolidamento di tutto il versante. C’è tempo sino al prossimo 19 aprile per parteciparvi. Si tratta di un’opera di completamento, iniziata tanti anni fa e mai portata a termine, in una zona che ha classificazioni di pericolo e di rischio molto alte, P4 ed R4.

L’area d’intervento comprende parte del centro abitato su un rilievo a circa 800 metri sul livello del mare e dal quale si domina un’ampia vallata. La piazza si trova alla sommità di una parete rocciosa che presenta una forte acclività e che in alcuni tratti è verticale: sono diffusi i fenomeni di erosione e i casi di crolli che hanno messo a repentaglio la pubblica incolumità, soprattutto tra via Longobardi e via San Matteo.

Il progetto prevede interventi di tipo passivo, con la collocazione a valle del pendio di tre barriere paramassi, di cui due con un’estensione di trenta metri e la terza di cinquanta, con la funzione di rallentare, intercettare o arrestare elementi lapidei già in movimento. Si procederà inoltre con operazioni di ispezione e disgaggio della parete rocciosa dei blocchi instabili, ma anche con l’imbracatura mediante funi d’acciaio zincato ancorate ai tiranti e sistemi di chiodatura capaci di assorbire una energia cinetica pari a mille kilojoule.

Il piazzale soprastante la rupe verrà messo in sicurezza e sarà sistemata la pavimentazione, che oggi si presenta sconnessa in più punti, con pietra dura dell’area pedemontana disposta secondo uno schema a correre. Verrà risolto il problema dell’infiltrazione delle acque meteoriche, motivo principale dell’azione erosiva del costone unitamente a quello degli agenti atmosferici che hanno sgretolato alcune sue parti, e ripristinata la ringhiera del belvedere.