A sostegno di famiglie ed imprese, emendamenti da Confedercontribuenti da inserire nel Decreto Legge in discussione

“Confedercontribuenti ha elaborato una serie di proposte per gli emendamenti da inserire nel prossimo Decreto Legge in discussione, a sostegno di famiglie ed imprese”. A renderlo noto è il presidente nazionale di Confedercontribuenti, Carmelo Finocchiaro, il quale chiarisce che le “proposte nascono dalle esigenze e le lamentele che ogni giorno raccolgono i nostri responsabili, in tutta Italia, a seguito della drammatica situazione cui versa il nostro Paese. Siamo in una economia ‘post-bellica’ e non siamo i soli a dirlo. Pertanto sono necessarie misure straordinarie che vadano oltre ogni discorso e logica politica, misure che possano dare una scossa al tessuto economico nazionale e dare fiato e speranza alle famiglie tutte. Certamente –aggiunge il presidente Finocchiaro- non abbiamo né il dono né la presunzione di essere i soli  a proporle e siamo sempre aperti al confronto che possa portare ad innovare le stesse ed aggiungerne di nuove, cercando di fare quadrato tutti insieme intorno al nostro Paese”. In merito ai contenuti degli emendamenti proposti, auspicando il loro inserimento nel prossimo Decreto Legge in discussione, a sostegno di famiglie ed imprese, il vice presidente nazionale di Confedercontribuenti, Alessandro Ciolfi, puntualizza che  “quanto proposto da Confedercontribuenti, va a salvaguardare quanto è stato già fatto, sempre nei limiti delle possibilità esistenti, ed evitando discorsi demagogici. Sul saldo e stralcio la proposta è quella di estendere il periodo delle cartelle esattoriali (i ruoli) a tutto l’anno 2015, abolendo il limite dei 30 mila euro per accedere alla misura (che sarebbe peraltro incostituzionale). Altresì si propone, per il calcolo ISEE utile ad accedere al ‘saldo e stralcio’ di scomputare il ‘minimo vitale’ (attualmente fissato a 689,14 euro per persona singola). Il minimo vitale deve essere considerata una franchigia che non può essere derogata. In un’ottica di giustizia ed equità nei confronti di tutti i contribuenti che hanno sempre onorato i propri doveri, avendone avuto la possibilità, proponiamo anche di compensare quanto già versato dal 2010 al 2015 (lo stesso periodo per il cui proponiamo il saldo e stralcio). La compensazione rate 2010 – 2015 prevedi per tutti i Contribuenti -che hanno pagato cartelle esattoriali, tasse e imposte dall’anno 2010 a tutto il 2015- che tali somme siano utilizzate a compensazione per i pagamenti futuri, i modo tale da eliminare il senso di ingiustizia fra chi ha sempre e comunque pagato tutto, e chi non ha pagato ed oggi usufruisce di uno stralcio del debito. Sul Fondo ‘Salva Casa’ (D.L. 124/2019 convertito in Legge 157/2019 art. 41/bis) chiediamo che sia finalmente reso possibile il suo accesso e sia finanziato seriamente;  e non con i 5 milioni di euro stanziati che non coprirebbero neanche la minima parte di coloro che ne possono fare accesso. Al fine di salvaguardare la prima casa, si chiede quindi di utilizzare a pieno regime il fondo salva casa, finanziandolo e cercando di renderlo di facile accesso, ai debitori esecutati in corso di pignoramento immobiliare. Insomma si propone una misura sociale, tramite Cassa Depositi e Presiti, che per i prossimi 3-5 anni, metta a disposizione la somma di 1 miliardo di euro per ogni anno, al fine di rendere acquisibile dallo Stato, gli immobili oggetto di pignoramento immobiliare cui non sia intervenuta la vendita tramite asta immobiliare dopo il terzo incanto. Lo Stato acquisirebbe gli immobili, lasciando i proprietari esecutati all’interno degli stessi, che pagherebbero una somma calmierata fino al riscatto pieno della proprietà. Per quanto riguarda, invece, la questione urbanistica ed edilizia residenziale, soprattutto per gli alloggi di necessità ed affini, chiediamo che sia abolita la ‘doppia conformità edilizia’ (Testo unico sull’edilizia, DPR 380/2001 –art. 36) consentendo cosi l’accesso al superbonus 110% . Come gia’ ampiamente discusso, e come anche proposto dalla rete delle professioni tecniche, nonché dall’ance, l’abolizione della doppia conformita’ edilizia,  comunque prevista  nelle aree edificabili ed in conformita’ degli strumenti urbanistici vigenti, consentirebbe di poter sanare finalmente la situazione stagnante in gran parte del territorio Italiano.  La misura oltre che risolvere migliaia di querelle, potrebbe portare nelle casse dello Stato, una cifra stimata intorno ai 23 miliardi di euro a regime. Sia la Rete delle professioni tecniche (RPT) sia i costruttori edili (Ance) hanno sottolineato che i tempi per ottenere una certificazione di conformità urbanistica sono lunghi e incompatibili con l’esigenza di avviare presto e senza intoppi il maggior numero di cantieri per la riqualificazione energetica e la sicurezza antisismica degli edifici. Sull’avvio della ‘rottamazione quater’ chiediamo di  predisporre una nuova rottamazione, che comprenda anche tutte le rottamazioni precedenti e la possibilità di sanare le rate delle precedenti, con modalità di pagamento che siano uguali a quella del pignoramento mobiliare, con rate che non eccedano mai 1/5 della propria capacità finanziaria. La rottamazione dovrà comprendere tutti i ruoli fino al 31-12-2020 e tutti i ruoli non prescritti, considerando prescritti quelli prima dell’anno 2015 che non dovranno essere richiesti ai debitori (salvo interruzioni della prescrizione). Rottamazioni precedenti dovranno o potranno essere ricompresi all’interno della rottamazione quater, con una nuova rata omnicomprensiva. Queste, dunque, sono i contenuti degli emendamenti che i nostri esperti hanno elaborato. Siamo comunque attivi ogni giorno -conclude il vice presidente nazionale di Confedercontribuenti, Alessandro Ciolfi- per studiare ed avanzare nuove proposte da proporre al Governo Italiano. E non mancheremo come abbiamo sempre fatto in tanti anni, di dare battaglia affinchè si diano risposte certe ai cittadini”.