Caso Don Cruciata,la Curia Vescovile di Trapani si dissocia

In merito al clamore suscitato dalle affermazioni di don Michele Antonino Cruciata, ex parroco di Balata di Baida (Castellammare del Golfo) attualmente in pensione da uffici pastorali, la Curia Vescovile di Trapani puntualizza che quanto affermato dal sacerdote corrisponde a sue opinioni personali e non riflettono il pensiero, la valutazione e l’accompagnamento pastorale della Chiesa che condanna ogni tipo di violenza.

Pur tenendo conto di eventuali forzature mediatiche, è la stessa disapprovazione sociale, coralmente manifestata nei suoi confronti, a rivelare la debolezza della posizione di don Cruciata: le sue esternazioni non si possono condividere in nome di valori civili e umani e ancor meno in nome di virtù che si vogliono far passare come cristiane.

Sebbene come privato cittadino egli abbia la libertà di poter esprimere opinioni del tutto personali, ci si rammarica anche della modalità con cui argomenti così delicati e sensibili vengano trattati sui social.

Nel ribadire l’impegno evangelico e pastorale a favore della difesa della dignità delle donne in sintonia con il magistero di Papa Francesco e di tutta la Chiesa, la Diocesi auspica un uso sempre più responsabile delle notizie e delle opinioni per evitare “battaglie di parole” che invece di costruire e custodire il senso profondo della persona e della comunità, ne svuotano la ricchezza e la verità.