Trasferimento del personale Coime, le richieste dei sindacati per il rientro di 100 tra operai e tecnici

Trasferimento personale Coime. Presa di posizione dei sindacati degli edili di Fillea, Filca, Feneal, dopo la discussione che  sull’argomento si è svolta l’8 aprile in consiglio comunale di Palermo.
     Al centro dell’attenzione, il rientro di un centinaio di operai e tecnici nella struttura che si occupa dei lavori di edilizia in città.  Dei 530 lavoratori del  Coime, 236 impiegati operano fuori dal bacino,  impegnati nello svolgimento di funzioni varie all’interno di  uffici del Comune. Non svolgono più lavoro edile (pur avendo il contratto dell’edilizia), sono fuori dal contributo Coime (i 22 milioni di euro di finanziamento annuale  erogato dallo Stato) e sono a carico dell’amministrazione comunale. 
    Il rientro riguarda 18 tecnici, 35 impiegati, 23 operai, 25 autisti, 31 portieri, custodi e guardie giurate.  Del  trasferimento di questo gruppo di dipendenti  si parla da tempo.    E anche il sindacato degli edili preme da tempo per  rafforzare la struttura e  consentire il piano di riqualificazione del personale. 
      I sindacati chiedono al Comune e ai consiglieri comunali di avviare una discussione comune e,  a partire dal ritorno   del personale nei ranghi del Coime, rafforzare la struttura e consentire il piano di  riqualificazione e dell’adeguamento contrattuale.   “Riteniamo che qualsiasi intervento nei confronti del personale Coime vada affrontato con le organizzazioni sindacali che rappresentano il settore delle costruzioni della provincia di Palermo – dichiarano Piero Ceraulo, segretario generale Fillea Cgil Palermo, Francesco Danese, segretario generale a Filca Cisl Palermo Trapani e Pasquale De Vardo, segretario generale  Feneal Uil Tirrenica – Abbiamo  riscontrato che alcuni consiglieri comunali sconoscono l’assetto organizzativo del Coime, nonostante la lunga militanza da amministratori di questa città. Sono state sollevate critiche e obiezioni  rispetto agli aspetti di natura economica. Tutti elementi che sicuramente devono essere approfonditi in maniera dettagliata ma non certo riducendo la discussione, che rientra nell’ambito della gestione della cosa pubblica,  a una mera polemica politica. Sarebbe preoccupante”. 
    “Nessuno dei consiglieri – sottolineano i segretari di Fillea, Filca e Feneal –  si è  soffermato ad affrontare il tema dell’adeguamento contrattuale del personale Coime. E nessuno ha ricordato che gli operai  non percepiscono la reale retribuzione prevista dal contatto nazionale collettivo edili e industria”.
   Negli ultimi due anni, le organizzazioni sindacali degli edili palermitani   hanno avviato un percorso di confronto proficuo sul Coime con l’amministrazione comunale, ottenendo alcuni risultati tangibili come  il riconoscimento del buono pasto a 7 euro e il rilascio dell’abbonamento Amat per tutti i dipendenti del bacino.
    “Ma oltre a questi importanti risultati, raggiunti grazie a una ritrovata collaborazione, per noi rimangono dei passaggi fondamentali ancora da compiere,  uno dei quali è la riqualificazione del personale, tema già affrontato sia con l’assessore al Personale, il vicesindaco  Fabio Giambrone, che con il dirigente del Coime Francesco Teriaca –  aggiungono Ceraulo, Danese  e De Vardo – La riqualificazione è un passaggio necessario e  funzionale al rientro dentro la struttura del  Coime, perché consentirà, per  più di un centinaio tra tecnici e operai, il recupero delle somme stanziate dal governo nazionale. L’altro tema  aperto da anni è  l’adeguamento contrattuale, con un ritardo che  grida vendetta. Per le organizzazioni sindacali, adeguamento contrattuale e trasferimento del personale camminano di pari passo. Solo così si potranno  evitare azioni e rimostranze nei confronti del Comune,  che metterebbero a  serio rischio le economie del bilancio comunale”.
       Fillea, Filca, Feneal hanno già inviato una richiesta d’incontro all’amministrazione comunale – allargata al  consiglio comunale – per trovare una soluzione che consenta di chiudere definitivamente la vertenza pluriennale del Coime.  “Ricordiamo a  tutti che, nel giro di un quinquennio, il bacino del Coime andrà a ridursi definitivamente – proseguono i segretari di Fillea, Filca e Feneal – scoprendo  una voragine devastante rispetto alla capacità del Comune di riuscire ad affrontare tutte le opere di manutenzione, recupero e progettazione,  richieste dalla città di Palermo”.