Noi albergatori Siracusa: “Adesso basta! Sfibrati diciamo che il limite è colmo”

“Mentre il mondo continua a organizzarsi per far ripartire il turismo, noi restiamo a guardare”. E’ Lo sfogo di Giuseppe Rosanopresidente di Noi albergatori Siracusa e vicepresidente nazionale di Assohotel che, dopo aver evidenziato, settimane fa, le strategie messe in campo da diversi Paesi, adesso sottolinea: “La lista dei concorrenti si allunga e si fa sempre più agguerrita, facendo perdere all’Italia competitività turistica a livello internazionale. Malta, e ciò preoccupa in particolare la Sicilia, ha annunciato che in vista della stagione estiva, attirerà i turisti con un bonus di circa 200 euro ai primi 35mila visitatori che, a partire dal primo giugno, prenoteranno un soggiorno sull’isola. La Grecia è pronta a fare il pieno dei turisti e ha indicato la data per lo start: il 14 maggio. Per andare in Spagna ai turisti è richiesta la semplice compilazione del formulario di salute pubblica, da trasmettere prima del viaggio. Ai passeggeri internazionali che non l’hanno potuto compilare telematicamente, il questionario sarà formalizzato in forma cartacea all’arrivo in Spagna. E in Italia cosa facciamo?” si chiede Rosano. “Nulla. Addirittura peggio – prosegue il presidente di Noi albergatori Siracusa – anzi qualcuno dovrà spiegare perché sia stata fissata la data dell’11 giugno per la partita inaugurale del Campionato Europeo di Calcio, decidendo anche il numero degli spettatori, mentre per importanti eventi culturali tutto tace”.

Il riferimento è agli spettacoli classici dell’Inda al Teatro Greco di Siracusa “per cui – aggiunge Rosano – si tarda ancora a fissare le date e determinare il numero degli spettatori. E logica vuole che non possiamo accettare tale disparità di trattamento, quella tra pallone e cultura, e neppure subire l’ipotesi di ampliare solo da 400 a mille gli spettatori all’aperto. Il ragionamento è semplice e altrettanto le domande che rivolgiamo al Governo centrale e regionale, nonché ai vertici dell’Inda: perché non fissare subito le date delle rappresentazioni classiche, escludendo dalla programmazione le due settimane di agosto che, come abbiamo già avuto modo di spiegare, faranno comunque registrare il pienone di turisti, non favorendo quindi l’economia siracusana? Perché non prospettare la capienza degli spettatori rapportandola alla capacità del Teatro Greco con lo sbigliettamento di almeno 2.000 posti a sedere?  E ancora, perché non pensare addirittura di ampliare la capacità ricettiva a 4.000 spettatori, montando tribune in legno nello spazio a verde in alto? I parchi archeologici sono luoghi all’aperto, lo preciso per coloro che ignorino tale dissomiglianza, e non possono essere paragonati ad altri luoghi per limitazione di accessi”.

Il presidente di Noi albergatori Siracusa continua: “Ancora una volta ci troviamo a chiedere di poter lavorare e di competere ad armi pari con le altre destinazioni turistiche internazionali. Ulteriori ritardi nell’accoglienza dei visitatori stranieri, faranno infatti ulteriormente precipitare l’Italia dall’attuale settimo posto nell’indicatore mondiale della competitività turistica. Pertanto, presto e senza indugio alcuno, se vogliamo salvarci, occorrerà disporre un preciso piano di ripartenza, indicando date certe e procedure di sicurezza sia per gli ospiti sia per gli addetti ai lavori e prevedendo anche una massiccia campagna pubblicitaria che prospetti accoglienza sicura. Se il piano vaccinale vacilla è ingiusto addebitare le responsabilità su coloro che vogliono riprendere a lavorare. Con tale andazzo – conclude Rosano – nessuna azienda potrà sopravvivere all’incertezza. La rabbia nel Paese sta crescendo e bonus e sostegni insufficientemente erogati e maldestramente gestiti non potranno servire da calmante”.