Trapani. Scuola e disabilità: da lunedì 3 giorni di protesta davanti al Comune

Prima la Regione che se ne lava le mani, poi a Trapani il sindaco che dichiara lo stop nelle scuole per l’assistenza ai nostri ragazzi con disabilità grave o gravissima. In questi giorni la legge finanziaria regionale, dopo mesi di proteste e manifestazioni, riapre le porte al servizio.

Ed anche a Trapani siamo costretti a tornare ancora in piazza. In questa città, con molte decine di operatori che dopo oltre 20 anni si ritrovano per strada e centinaia di ragazzi e famiglie in difficoltà per il diritto all’istruzione ed all’integrazione, in questa città la risposta del Sindaco e di chiunque non può essere l’attacco, la provocazione e l’insulto. Basta disoccupazione, basta tagli ai servizi, non se ne può più: interessa a qualcuno in questa città?”, così Vincenzo Capomolla, delegato di SGB Sindacato Generale di Base.

Coinvolti e chiesti incontri col Sindaco, il Prefetto, l’intero Consiglio comunale e tutte le forze politiche.

Non pagano neanche gli stipendi, fermi a novembre. Situazione grave, com’è grave anche costringere lavoratori e cittadini a tornare in piazza in pratica cominciando da lunedì un presidio permanente. Lavoratori lasciati a casa dopo oltre 20 anni di servizio pubblico nelle scuole, ragazzi con disabilità gravi e gravissime che non si ritrovano più assistenza e punti di riferimento, scuole costrette a chiedere l’intervento diretto dei familiari per cercare di garantire un minimo di assistenza: normale? Che situazione è? E’ un problema di chi ha la responsabilità di questa città?”.

La vicenda riguarda l’assistenza nelle scuole per i nostri ragazzi con disabilità gravi e gravissime, da quasi 30 anni gestiti da Regione ed enti locali con un sistema di appalti e materialmente svolto da assistenti specializzati con un migliaio di ore di corso alle spalle e tanti anni di esperienza. Da settembre la Regione se ne è lavata le mani, comuni ed ex province a ruota.

Da lì mesi di proteste dei lavoratori, prima spremuti ed abbandonati come sempre dai sindacati storici. Mesi di manifestazioni con le istituzioni sorprese evidentemente di trovarsi davanti sindacati non di comodo, non collusi, ed ora la legge finanziaria regionale che nei fatti dà il via alla ripresa del servizio, con Comuni già ripartiti. In ogni caso, c’è bisogno di soluzioni urgenti. Noi, lo avevamo già detto, siamo pronti a mettere le tende. Ci interessa solo la ripresa e la stabilità di servizio e lavoro. Ma basta tagli e disoccupazione. Non se ne può più”.

Lunedì primo appuntamento in piazza Municipio. Protesta già proclamata anche per giovedì e venerdì.