#NonSparateAllaTortora: i Presidenti delle Regioni italiane dovranno decidere se consentire la caccia alla Tortora selvatica

Domani i Presidenti delle Regioni italiane dovranno decidere se consentire la caccia alla Tortora selvatica, una specie migratrice a rischio di estinzione. La UE e il Ministero della Transizione ecologica chiedono di fermare
la caccia ma i Presidenti hanno deciso di ascoltare i cacciatori a cui non interessano le sorti della specie, riuscendo anche a far cambiare la posizione della Calabria, fino ad oggi unica contraria alla caccia e ad organizzare,
in piena pandemia, una seconda seduta della Conferenza Stato Regioni dopo soli due giorni dalla precedente.
Il WWF rivolge un appello al Presidente della Regione Siciliana, on. Nello Musumeci, affinche’ si schieri per salvare la tortora dalla condanna all’estinzione a causa delle doppiette ed a favore della tutela della biodiversita’.
Con l’hashtag #NonSparateAllaTortora il WWF chiede a Musumeci: ”Presidente, come voterà domani?”. E’ indispensabile garantire piena protezione alla Tortora selvatica, con la moratoria della caccia o quantomeno l’assoluto divieto di
abbattimenti in preapertura a settembre. Il Presidente Musumeci dica da che parte sta ed intervenga a difesa di una specie ad alto rischio.
”Il grave stato di conservazione della Tortora selvatica – dichiara Ennio Bonfanti, referente ‘fauna’ di WWF Sicilia – e’ dimostrato tanto dallo studio di BirdLife International, nel quale la specie e’ classificata come SPEC1, cioe’
globalmente minacciata, confermato dalla classificazione in ‘Vulnerable’ della Lista rossa mondiale, quanto dagli studi di Reporting ai sensi delle Direttive Uccelli e Habitat, in cui il trend della popolazione e’ ‘Decreasing’.
A questo si aggiungono le risultanze del rapporto del Nadeg (Gruppo di esperti dell’Unione europea sulle Direttive Habitat e Uccelli) da cui emerge che la specie e’ considerata ‘non sicura’ e richiede azioni consequenziali.
Si tratta dunque di una situazione di assoluta evidenza e priorita’, gia’ evidenziata nel recente passato dalla Commissione europea, che non puo’ che portare alla decisione di una moratoria della caccia sulla specie e solo in subordine
ad un divieto assoluto di abbatterla nel periodo di preapertura. Ogni diversa deliberazione – conclude Bonfanti – comporterebbe un grave danno alla specie e un’evidente inadempienza dei soggetti istituzionali e tecnici
preposti alla protezione del patrimonio dello Stato e all’adozione delle misure necessarie per l’adeguata conservazione di specie e popolazioni di uccelli selvatici”.