Zona rossa a Palermo, Cisal: “Numeri troppo alti, le istituzioni si diano una svegliata”

“La zona rossa a Palermo non ha sortito gli
effetti sperati, i numeri dei positivi al Covid-19 continuano a essere
inaccettabilmente alti, le vaccinazioni delle categorie più a rischio
vanno a rilento e a pagare il prezzo sono anche le imprese e i
lavoratori del settore privato: chiediamo alle istituzioni di
smetterla con lo scaricabarile, di darsi una svegliata e di mettere in
campo le azioni necessarie perché l’intera provincia torni alla
normalità, tutelando in primis la salute e garantendo la tenuta dei
posti di lavoro. E se qualcuno non è in grado, si faccia da parte”. Lo
dicono Nicola Scaglione e Gianluca Colombino, rispettivamente
commissario Cisal Sicilia e segretario Cisal Palermo.

“Ogni giorno raccogliamo le legittime paure di tanti lavoratori e di
tante famiglie che temono per la propria salute e per la tenuta delle
imprese – spiegano Scaglione e Colombino – Riaprire senza verificare
il rispetto dei protocolli e senza adeguati controlli, come accade da
mesi, significherebbe mettere a rischio la salute di tutti, specie dei
più deboli, ma la zona rossa finora è stata inutile come dimostrano i
risultati: bisogna accelerare sulle vaccinazioni, servono controlli a
tappeto e punizioni severe per chi infrange le regole, così da
consentire ai tanti che con sacrificio le rispettano di vedere
l’agognata luce in fondo al tunnel”.