Minardo (Lega): Primo Maggio 2021 per i Siciliani

La festa dei lavoratori che celebriamo domani anche in Sicilia giunge dopo 14 mesi di pandemia che hanno segnato profondamente la nostra gente. Non mi dilungo né sugli errori né sulle scelte giuste fatte in questo periodo dalla classe dirigente di ogni livello, mi preme solo guardare al futuro e questo sguardo parte dalla parola chiave del primo maggio: LAVORO, appunto. L’illusione che ampie fasce di popolazione potessero “tirare a campare” col reddito di cittadinanza è svanita; le conseguenze delle restrizioni imposte dal covid19 poi hanno dato il colpo di grazia a settori dell’economia siciliana che già erano in enorme difficoltà. Lo scenario dunque appare pessimo, inquietante: nella nostra regione c’è necessità, desiderio, fame di centinaia di migliaia di posti di lavoro! Da quando ho avuto l’onore e la responsabilità di guidare la Lega Sicilia ho incontrato un numero impressionante di cittadini e ne ho raccolto paure, frustrazioni, legittime lamentele. Nel mio partito ho cercato, grazie al contributo dei tanti amici vecchi e nuovi, di ragionare sui provvedimenti possibili e sui progetti realizzabili. Abbiamo stilato il “Dossier Sicilia” che è servito al nostro leader, Matteo Salvini, per meglio indirizzare il governo nazionale alle nostre specifiche esigenze; abbiamo organizzato gli “Stati generali del Turismo” che si concretizzeranno non appena le condizioni sanitarie ne consentiranno lo svolgersi sereno e partecipato, ogni santo giorno cerchiamo di individuare soluzioni alle criticità che i cittadini ci segnalano nelle porzioni di territorio della nostra bellissima isola. Ebbene, sono convinto che vi siano i presupposti per la ripartenza e la resilienza della Sicilia e dei siciliani ma che per uscire dalla crisi nerissima e dare davvero una svolta epocale a partire da oggi nessuno sia più autorizzato a sbagliare. La responsabilità della classe dirigente siciliana è gigantesca, ancor più che nel passato quando di errori ne sono stati compiuti troppi e da tutti. Ora dobbiamo avere un unico faro che ci guidi, un’unica stella polare che indichi la direzione e l’obiettivo comune: il LAVORO. Da segretario regionale della Lega Sicilia mi pongo due obiettivi: il primo è quello di non sprecare tempo con le sterili polemiche a cui siamo abituati (e che sono continuate pure in pandemia), il secondo è di privilegiare le iniziative economiche, sociali e culturali che contengano autentici spunti per creare nuovi posti di lavoro ai siciliani. Questi due obiettivi vanno raggiunti con una nuova visione della politica: la dobbiamo smettere con le tiritere sulle candidature, coi tira e molla sulle alleanze futuribili, con gli sgambetti tra avversari ed alleati e con la smania e la mania di protagonismo. Anche perché, lo ricordo a me stesso e agli altri, con questo andazzo di recente è uscita fuori una Finanziaria stentata e insufficiente dall’ARS e in queste ore con il piano vaccinale la Sicilia è penultima tra le regioni italiane come numero di dosi somministrate. La ricorrenza della Festa del Lavoro e dei lavoratori è l’occasione per fare un po’ tutti autocritica e cambiare passo. Dobbiamo andare al sodo. Nei prossimi giorni con la spinta propulsiva del mio partito garantiremo a livello nazionale nuove riaperture, chiuderemo il capitolo “coprifuoco” che è un provvedimento ormai obsoleto, inutile e dannoso. In Sicilia dobbiamo garantire risorse, incentivi, sostegni, e atti politici per salvare il salvabile delle vecchie attività e per la loro rigenerazione ma, soprattutto dobbiamo creare le condizioni per nuovi posti di lavoro. Fuori purtroppo dal Recovery Plan il Ponte sullo Stretto di Messina deve rientrare nei circa 30 miliardi di euro che investiremo assieme e in aggiunta ai fondi europei nel PNRR; la costruzione di questa infrastruttura garantisce 100.000 posti di lavoro, sprecare questa occasione sarebbe da pazzi! La Lega Sicilia poi combatterà altre battaglie politiche. Quella per aumentare le risorse in specifiche porzioni di territorio dove gli amministratori locali, giustamente, sono delusi dal Recovery. Quella sugli investimenti per turismo, agroalimentare e bio perché in questi comparti ci giochiamo una buona fetta del nostro futuro. Quella, infine, delle parole d’ordine che dovremo pronunciare da domani e per la prossima generazione a venire: “stop alla fuga di cervelli e braccia siciliani, il LAVORO sarà qui!!