Primo Maggio, “Lavoratori fragili”: “il nostro pensiero è rivolto a quanti hanno lottano per il lavoro”

Il gruppo “Lavoratori fragili uniti per sopravvivere”  è nato con lo scopo di condividere più informazioni possibili, in questo periodo di  pandemia, tra lavoratori cosiddetti fragili (persone con grave disabilità, immunodepressione, patologie oncologiche, in terapia salvavita, con trapianto d’organo, etc. etc.), impossibilitati ad eseguire lavoro agile per mansione.Oggi 1 Maggio, in occasione della ricorrenza della festa dei lavoratori, il nostro pensiero è rivolto a quanti hanno perso il lavoro, a quanti lottano per non perderlo, a tutti i politici che con spirito di abnegazione stanno lavorando per tutelare seriamente i lavoratori, mettendo al centro del proprio operato la salvaguardia in primis della dignità dei lavoratori. Noi lavoratori fragili abbiamo sperimentato ancor più sulla nostra pelle la paura della pandemia, il timore che il nostro stesso lavoro ci potesse rendere più vulnerabili al virus. Grazie all’impegno costante e fattivo di alcuni Onorevoli Senatori e Deputati nonché del sindacato Snalv Confsal, che hanno preso a cuore sin dall’inizio la problematica dei lavoratori fragili (immunodepressi, oncologici, in terapia salvavita, con disabilità grave), è stato già recentemente conseguito l’obiettivo di piena tutela (ai sensi dell’articolo 15 del decreto Sostegni). Ora si attende che venga rivista anche la problematica che scaturisce dalla sorveglianza sanitaria eccezionale (visita straordinaria del medico competente) nel momento in cui il lavoratore viene giudicato temporaneamente inidoneo assoluto a svolgere il proprio lavoro, causa pandemia. Se da un lato infatti la sorveglianza sanitaria eccezionale nasce con l’intento del legislatore di tutelare la salute dei lavoratori con patologie a rischio (differenti rispetto a quelle condizioni indicate nel predetto articolo 15), dall’altro la stessa sorveglianza sanitaria finisce col penalizzare, tipo boomerang, questi lavoratori, che si ritrovano costretti ad una malattia “precauzionale” e d’ufficio, conteggiata purtroppo nel periodo cosiddetto di comporto. In questo modo, i lavoratori dichiarati temporaneamente inidonei assoluti (impossibilitati al lavoro agile anche attraverso un eventuale cambio di mansione) per cause non direttamente imputabili ad essi stessi bensì alla situazione di pandemia, rischiano ripercussioni retributive e soprattutto il licenziamento.Pertanto, urge rivedere anche questi aspetti affatto trascurabili legati alla sorveglianza sanitaria eccezionale.Ci auguriamo che questo emendamento
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presentato al decreto Sostegni da SNALV Confsal venga approvato quanto prima. Ringraziamo ancora una volta tutti quei parlamentari e Snalv Confsal che si stanno impegnando nell’aiutare anche questi lavoratori, affinché nessuno resti indietro.