Cgil su Ex Manifattura Tabacchi: “Favorevoli al progetto inserito nel Recovery Plan”

Fiom Palermo e Cgil Palermo favorevoli al progetto da 33 milioni di euro inserito nel Recovery Plan per la riqualificazione dell’ex Manifattura Tabacchi. “Dopo anni di battaglie fatte per evitare che su questa struttura fossero portati avanti interessi speculativi  e progetti in conflitto con l’attività  del Cantiere Navale  – dichiarano il segretario generale Cgil Palermo  Mario Ridulfo e Francesco Foti, di Fiom Cgil Palermo – è importante che nel Recovery sia stato inserito per Palermo un piano di sviluppo e crescita dell’area con  finalità culturali, come la prevista realizzazione di un Auditorium, con annesse sale espositive e sale congressi. Apprendiamo positivamente questa notizia perché conferma che abbiamo fatto bene a opporci  ai progetti presentati in passato, che potevano avere ripercussioni negative sulle attività industriali dello stabilimento o che prevedevano la sottrazione di aree utili per il cantiere”. 

“Ridare vita anche  tutta l’area limitrofa  allo stabilimento – proseguono Ridulfo e Foti – significa venire incontro alle esigenze dei lavoratori e dare una nuova dimensione urbana al quartiere. Quello che chiediamo adesso è che sia fatta chiarezza anche sulle restanti parti del progetto, che riguardano alcuni manufatti storici.  Cosa si intende  fare con l’ex  palazzina che ospitava la mensa dei lavoratori,  con quella dell’ex dopolavoro e con lo storico  campo di calcio, che vogliamo rimanga al suo posto per continuare a svolgere la sua attività? Lo chiediamo al sindaco Orlando, alla Cassa Depositi e Prestiti, proprietaria dell’area e al deputato M5S Adriano Varrica, che sta seguendo l’iter di alcune tra le principali opere pubbliche di Palermo. Anche oggi torniamo a chiedere che queste aree vengano utilizzate a fini culturali, per l’interesse collettivo,  e non speculativi”. 

Per anni la Fiom aveva dato battaglia, insieme alle altre organizzazioni sindacali,  al vecchio progetto del Prusst 63, presentato nel 2006 da una cordata di imprenditori, negli anni dell’amministrazione Cammarata,   e approvato con modifiche nel 2018.  Il sindacato dei metalmeccanici portò avanti una protesta durata 7 giorni,  scioperando contro il  piano – poi stoppato – che prevedeva la realizzazione di un albergo a 5 stelle al confine col cantiere,  di un centro  commerciale e di un mega parcheggio al posto dell’impianto sportivo.

“Dal nostro punto di vista,  era impensabile un albergo di super lusso con le finestre sul mare affacciate su uno  stabilimento dove il movimento inizia alle sei del mattina e la mole di lavoro è impressionante. Avrebbe potuto condizionare i margini di manovra dell’attività cantieristica, in anni in cui si andava incontro a un calo di commesse   – racconta Francesco Foti – Organizzammo una protesta al giorno, manifestando  in piazza e sotto il Comune, per dichiarare la nostra ferma opposizione a  un progetto del genere, che cozzava con l’attività cantieristica e che avrebbe sacrificato  anche  il campo di calcio della società sportiva Fincantieri per un parcheggio multipiano. Il piano prevedeva di intaccare anche  la storica palazzina dell’ex mensa, in via Simone Gulì, dove mangiavano gli operai fino agli  anni 70-80  e la palazzina ex dopolavoro in via Fincantieri, che oggi è in stato di abbandono e va valorizzata.   Successivamente, dopo gli scioperi, il sindaco bloccò il Prusst”.

Si stabilì che un albergo sul mare eventualmente potesse essere costruito a distanza dalle aree lavorative di Fincantieri,  nei pressi del vecchio magazzino generale. E che in cambio venisse costruito un nuovo magazzino.  “Alla fine il nuovo magazzino generale  è stato  realizzato e l’albergo no, perché abbiamo sempre continuato a contestare il progetto  – continua  Foti –  E  soprattutto ci siamo battuti affinché il campo di calcio, il secondo più antico della città,  non venisse intaccato. Il sindaco Orlando ha sempre condiviso  con noi il sostegno a  progetti, per quell’area, a salvaguardia e non in conflitto con l’attività produttiva del cantiere navale. E negli scioperi realizzati ai tempi della precedente amministrazione comunale, anche i  commercianti del mercato storico di via Montalbo si erano schierati  contro la nascita del previsto  centro commerciale. Oggi apprendiamo che grazie alle nostre battaglie verranno realizzate strutture di servizio che mancano a Palermo e che serviranno unicamente a dare valore e a rafforzare il quartiere  e non a  depotenziare e snaturare quella zona della città”.