Le parole antiche di bambini, pastori, incantatori

Nuovo appuntamento con il ciclo #presentazioniedizionimuseopasqualino.


Si chiama Tenui Meditabor Harundine. Tiritera su titiri, totare, tituelle, calamauli e cerauli il volume di Nico Staiti pubblicato dalle Edizioni Museo Pasqualino (25 euro, pagg. 249).

Martedì 4 maggio alle ore 18, in diretta streaming dalla pagina Facebook e Youtube del Museo, interverranno alla presentazione l’autore, Nico Staiti (Università di Bologna), Raquel Jimenez Pasalodos (Università di Valladolid), Sergio Bonanzinga (Università di Palermo). Modererà Rosario Perricone (direttore delle Edizioni Museo Pasqualino).

Tenui Meditabor Harundine. Tiritera su titiri, totare, tituelle, calamauli e cerauli

Fin dall’antichità alcune parole, in parte di origine onomatopeica, designano, nelle fonti letterarie, degli strumenti a fiato minori e marginali, il cui tratto condiviso è che sono intesi come specialmente vicini alla natura, si ritiene appartengano a stadi primitivi dell’esistenza umana e sono usati da gente a vario titolo intesa essa pure come “primitiva” e “naturale”: bambini, pastori, cacciatori, incantatori di serpenti. Questi oggetti, nominati e talvolta descritti in fonti antiche, sono poco rappresentati nelle arti figurative; qui si sono individuati e collazionati i documenti esistenti, e li si è messi a confronto con le testimonianze archeologiche e con quelle etnografiche. Gli stessi strumenti sono menzionati nei componimenti poetici di Teocrito, Lucrezio, Virgilio, Ovidio e dei loro emuli; poi sono di nuovo elencati e descritti dagli studi organologici del XVII e del XVIII sec.; infine sono ancora in uso nelle tradizioni musicali di molti luoghi: di nuovo in mano a pastori, bambini, cacciatori, incantatori di serpenti (o loro discendenti), musicisti semi-professionisti.
La persistenza nel tempo di tipologie, forme, denominazioni degli aerofoni minori o marginali – e le modificazioni che esse conoscono nell’attraversare periodi storici e luoghi diversi – è il terreno su cui, concretamente, si è indagato il rapporto tra attualizzazione del mito e mitizzazione della realtà, quale viene articolandosi nella poesia, nella letteratura, nelle immagini.

Nico Staiti etnomusicologo e organologo, è professore ordinario nel Dipartimento delle Arti dell’Università di Bologna. Ha svolto ricerche sul campo in Italia, nei Balcani e in Marocco. Si occupa di storia, struttura e repertori degli strumenti musicali popolari (con particolare attenzione per gli aerofoni e i membranofoni), di musiche e riti dei rom, di musiche delle diaspore, di musica e genere, di iconografia musicale, di relazioni tra tradizioni orali e tradizioni scritte. Tra le sue monografie Angeli e pastori. L’immagine musicale del Natale (Bologna, 1997); Le metamorfosi di santa Cecilia: l’immagine e la musica (Lucca, 2002); Kajda: music and women’s rites among Kosovarian Roma (Lucca, 2016).

Link per la diretta:

www.facebook.com/museoantonio.pasqualino

www.youtube.com/channel/UCB4FEyRenKlkSNrgVi-SCkw