Santa Maria di Licodia si mette in mostra: parte un tour virtuale per conoscere l’archeologia e il territorio

L’ASSESSORE SAMONÀ:
“ATTRAVERSO IL WEB 
PER SCOPRIRE LA STORIA E LA BELLEZZA

DI UN TERRITORIO DOVE ARTE, ARCHEOLOGIA E STORIA SI FONDONO

IN UN MIX A TANTI SCONOSCIUTO


 Da domani, 5 maggio – con una diretta inaugurale Fb alle 17.30 sulla pagina della Soprintendenza dei Beni culturali di Catania – sarà possibile visitare il patrimonio archeologico e la ricca storia di Santa Maria di Licodia, comune della cintura catanese, attraverso un virtual tour, realizzato con la consulenza scientifica della Soprintendenza dei Beni Culturali di Catania, reperibile sul sito www.santamariadilicodia-mostravirtuale.it

L’esposizione, ampiamente documentata da una ricca galleria fotografica, illustra con dovizia di particolari oltre 30 reperti archeologici dettagliatamente descritti e stati fotografati anche con ricorso alla tecnica tridimensionale. La mostra, che era stata allestita nei locali del Comune, è stata trasformata in un viaggio virtuale che ci accompagna anche alla scoperta della storia e dei monumenti della Città a partire dalla Sala dei codici e dal Lapidarium.

Si tratta di un’iniziativa molto interessante che ci accompagna alla scoperta di Santa Maria di Licodia, una città ricca di storia che quest’anno celebra il 180° anniversario dall’istituzione del comune e 878 anni dalla sua fondazione di epoca normanno–benedettina. La mostra – dice l’assessore dei Beni culturali e dell’Identità siciliana, Alberto Samonà – sebbene programmata all’interno dei locali del Comune, ha subìto, se possibile, un arricchimento attraverso la formula del tour virtuale grazie al quale è possibile godere del ricco patrimonio della città anche in remoto con la possibilità di apprezzare non solo i reperti esposti, ma il contesto storico e urbanistico dellacittà”.

All’incontro inaugurale saranno presenti: l’assessore dei Beni Culturali Alberto Samonà, l’assessore delle Infrastrutture Marco Falcone, la Soprintendente dei Beni Culturali di Catania Donatella Aprile, il sindaco del comune di Santa Maria di Licodia Salvatore Mastroianni e l’assessore ai Beni culturali Mirella Rizzoil parroco e già direttore del Museo diocesano di arte sacra di CataniaSanto Salamone, la docente di scienze umanistiche dell’Università di Catania e già Soprintendente Rosalba Panvini, la dirigente della Soprintendenza di Catania Laura Maniscalco insieme a Maria Teresa di Blasi Angela Merendino.

Sono grato all’Assessore Alberto Samonà per aver dato credito alle potenzialità di un circuito territoriale e culturale siciliano molto ricco di storia e cultura. Si tratta – dice Salvatore Carmelo Mastroianni, sindaco di Santa Maria di Licodia – di un’operazione di riconoscibilità e di identità territoriale cui hanno partecipato, con grande zelo, l’assessore Mirella Rizzo, che ha fortemente voluto la mostra, e le Soprintendenti dei Beni Culturali di Catania Donatella Aprile e Rosalba Panvini, che hanno anche curato il catalogo della mostra”.

L’utilizzo del digitale ha reso possibile ampliare i contenuti della mostra, trasformandola in un vero e proprio viaggio alla scoperta dell’archeologia e nella storia di Santa Maria di Licodia, sulla base di contenuti scientifici elaborati a cura della Soprintendenza dei Beni Culturali di Catania.

La mostra ruota intorno a un nucleo di materiali archeologici rinvenuti negli anni Cinquanta del ‘900 nell’area della necropoli e dell’abitato dell’antico centro indigeno di Civita.

La galleria fotografica dei reperti esposti – che comprende circa 30 pezzi tra vasi e terrecotte – è accompagnata da schede descrittive e, per quelli di maggior interesse ed impatto (5 manufatti su cui spicca una cista bronzea di notevole importanza per la rarità del ritrovamento), dalla ricostruzione in 3D. I reperti sono stati modellati seguendo le indicazioni archeologiche ricostruttive della responsabile incaricata dalla Soprintendenza, Angela Merendino.

Il comune di Santa Maria di Licodia ha origine dall’omonimo monastero benedettino del XII secolo. Il paese, però, ha una storia antica; ne sono testimonianza i reperti archeologici rinvenuti nella zona, attribuiti ad insediamenti siculi, greci, romani, bizantini, arabi e normanni.