Arnas Civico, la Fiom annuncia lo sciopero a tutela dei lavoratori dell’azienda Guerrato, che si occupano della manutenzione degli impianti dell’ospedale

 Nessuna risposta alle ripetute  richieste di incontro per i lavoratori della Guerrato, che curano la manutenzione degli impianti all’ospedale Civico.  Così la Fiom ha avviato le procedure  di raffreddamento avvertendo che, se non seguirà una convocazione, si procederà allo sciopero.
  Le lettere sono state inviate oggi alla Prefettura, alla Guerrato e all’Arnas Civico, la stazione appaltante. “Da diversi mesi chiediamo di incontrare la Guerrato e l’Arnas Civico per discutere dei livelli e delle mansioni dei lavoratori dell’ospedale Civico, che non risultano congrui e adeguati a quanto previsto dal contratto  collettivo di lavoro –  dichiarano Francesco Foti, della Fiom Cgil Palermo e Giuseppe Balsano, Rsu Fiom dell’azienda – I lavoratori ormai da mesi vivono questi disagi e nonostante ciò stanno affrontando la gravissima situazione causata dalla pandemia con grande impegno e determinazione. Nostro malgrado, siamo costretti ad aprire le procedure di raffreddamento previste dalla legge a tutela dei lavoratori”.
     L’ultima richiesta di incontro era partita a fine marzo. Per i lavoratori della Guerrato, addetti alle  manutenzioni  degli impianti, idrici, elettrici e di condizionamento dell’ospedale Civico, e di tutti gli impianti dei reparti Covid, la Fiom chiede che l’azienda riconosca gli avanzamenti di livello “per il lavoro eccezionale svolto durante quest’anno di emergenza pandemica”.
    Ma dall’azienda non sono arrivate risposte. Lo stato di agitazione era nell’aria. La Fiom oggi lancia l’ultimatum. Si tratta di sedersi attorno a un tavolo con la Guerrato per discutere delle mansioni e dei livelli dei 25 operai e dei 5 impiegati che lavorano per garantire il funzionamento dei reparti e delle sale operatorie all’ospedale Civico. “Lavoratori che, in questo anno di emergenza sanitaria, non si sono mai fermati , garantendo il funzionamento dei reparti”. 
   Con l’azienda era stato avviato un percorso, un anno fa, per il riconoscimento dell’avanzamento di livello.  Si era raggiunto un accordo per alcuni lavoratori. Un percorso che richiedeva continuità anche per estendere i riconoscimenti ad altri lavoratori. Da quattro mesi l’azienda non ha risposto più alle sollecitazioni del sindacato. Aggiunge la Fiom: “Si tratta di un’azienda che non ha avuto nessun calo di commesse né ripercussioni economiche in questo anno di difficoltà per tante imprese. Non ci aspettavamo una chiusura al dialogo del genere”.