Dalla Sicilia 3 idee green per l’economia circolare premiate dal progetto “Metti in circolo il cambiamento”

in diretta Facebook oggi alle 17.00 su Metti in circolo il cambiamento

Robotica e intelligenza artificiale in chiave circolare per promuovere il recupero degli sprechi, l’artigianato digitale, la riqualificazione delle terre incolte incentivando i giovani a restare sul proprio territorio; un’alternativa sostenibile e condivisa all’attuale modo di gestire le vendite e le consegne dei prodotti agroalimentari attraverso un sistema ottimizzato e associato di trasporto e distribuzione con introduzione del ritiro del reso; la produzione di panetti accendi fuoco sostenibili e naturali nati dal riciclo degli scarti delle aziende agroalimentari locali.

Tre idee per attività economiche sostenibili e solidali, in una parola: circolari, che saranno illustrate oggi pomeriggio nel corso di un incontro on line in diretta sulla pagina facebook del progetto Metti in circolo il cambiamento a partire dalle ore 17.00. All’appuntamento, introdotto dalla responsabile del progetto Nicoletta Gorgerino (LVIA)e moderato da Lorenzo Barucca, responsabile Nazionale Economia civile di Legambiente, prenderanno parte i giovani vincitori che illustreranno la genesi dei loro progetti, lo stato dell’arte e le prospettive future. Parteciperanno, inoltre, Tommaso Castronovo (Responsabile Rifiuti ed economia circolare Legambiente Sicilia), Giovanni Caronia (Presidente Associazione Regionale Apicoltori – Sicilia), Fabio Costarella (Responsabile Progetti Speciali CONAI) e Alessandro Settimi (Ceo e Cofounder Proxima Robotics srl).

“L’obiettivo del nostro incontro è quello di creare una occasione di conoscenza e confronto tra i giovani interessati ai temi dei Green jobs e dello sviluppo sostenibile, con i protagonisti attuali dell’economia, delle istituzioni e del mondo del lavoro, per attivare possibili sinergie e fornire ulteriori spunti di crescita e formazione – ha dichiarato Nicoletta Gorgerino -. Come è noto, questo periodo non è proprio il più facile per avviare nuove imprese, eppure siamo convinti che queste giovani energie siano l’idea vincente per un futuro rinnovabile e sostenibile”.

Nel corso di questi mesi funestati dalla pandemia, infatti, giovani provenienti da Sicilia, Toscana, Emilia Romagna e Piemonte, si sono incontrati (soprattutto virtualmente) e confrontati, hanno condiviso competenze e curiosità, hanno studiato il loro territorio, realizzato business plan e cercato soluzioni ingegnose e sostenibili per progettare nuovi modi di produrre, lavorare e vivere in sintonia con l’ambiente.

Sono 13 in totale (4 in Piemonte, 3 in Sicilia, 3 in Emilia Romagna e 3 in Toscana), le idee green che hanno superato la selezione e sono state premiate nell’ambito di “Metti in circolo il cambiamento”, il progetto di educazione alla Cittadinanza Globale attraverso laboratori di comunità per la formazione e l’attivazione di soluzioni in chiave di sostenibilità sociale, economica e ambientale. Idee molto variegate, che declinano l’economia circolare in diversi settori produttivi: dalla depurazione delle acque alla valorizzazione dei materiali di scarto, dalla prevenzione della produzione di rifiuti all’offerta di opportunità di consumo e mobilità sostenibili, dall’educazione ambientale al recupero e riqualificazione di spazi pubblici e aree verdi.

Le idee vincitrici sono state selezionate considerando la loro potenzialità nell’apportare contributi positivi al modello di economia circolare che il progetto vuole sostenere attraverso l’ottimizzazione dell’uso delle risorse naturali, la lotta agli sprechi, la valorizzazione dei rifiuti, il cambiamento dello stile di vita dei consumatori, il miglioramento dei processi produttivi e manifatturieri, la promozione della mobilità sostenibile.

Le 3 idee green siciliane sono state premiate con 3mila euro ognuna per coprire i costi di servizi e/o i beni utili alle fasi di sperimentazione, di prototipazione e di implementazione dell’idea presentata.

Idee Green dalla Sicilia

Agronfire: dal riutilizzo degli scarti dell’industria agro-alimentare nasce la “diavolina” sostenibile. Nel dettaglio, utilizzando buccia d’arancia come materia di partenza si vuole produrre una diavolina accendi fuoco del tutto sostenibile. La raccolta delle bucce, scartate dalle aziende agroalimentari locali, avverrebbe settimanalmente con un furgone a metano.  Dopo il processo di essiccazione della buccia d’arancia, questa viene triturata e legata con una resina vegetale, poi pressata al fine di produrre un panetto, successivamente sezionato e pronto per essere utilizzato. Come già testato, la scorza d’arancia essiccata possiede proprietà infiammabili date dagli oli essenziali e da altre molecole organiche. Attualmente si sta sperimentando l’uso di diversi tipi di resina e/o cera d’api o propoli per legare al meglio gli ingredienti per la realizzazione di un prodotto che ha le potenzialità per diventare un concorrente green alle più impattanti e meno ecologiche tipologie presenti sul mercato. L’innovazione consiste nel prodotto finale altamente ecologico e nel recupero e riutilizzo di materiale di scarto che altrimenti deve essere smaltito come rifiuto.

A cura di Massimo Barbarotto e Roberto Barbarotto

Il progetto Sapori Sicani nasce proprio dall’idea di poter offrire ai produttori agricoli e agroalimentari un’alternativa sostenibile e condivisa all’attuale modo di gestire le vendite e le consegne dei propri prodotti. Si tratta di un sistema ottimizzato e associato di trasporto e distribuzione dei prodotti locali, con introduzione del ritiro del reso nella stessa filiera associata, dando così la possibilità ai produttori di usufruire dei vantaggi competitivi che si generano dall’ottimizzazione delle vendite e dei trasporti includendo anche i micro produttori che non riescono attualmente a gestire queste attività.  Con l’adesione al progetto i produttori associati si impegnano ad utilizzare imballaggi riutilizzabili, considerando anche alternative sostenibili per quelle frazioni attualmente destinate allo smaltimento. Con l’inserimento del vuoto a rendere sarà possibile ottenere ulteriori vantaggi sia per i produttori che per l’ambiente. Il progetto è vincente in quanto in grado di coniugare i saperi e i sapori di un territorio con il necessario cambiamento culturale verso delle scelte di produzione, distribuzione e consumo sostenibili e circolari. L’obiettivo etico prevede la necessità di mettere in rete i produttori locali affinché tutti si possano riconoscere in una comunità che persegue obiettivi comuni di abbattimento dei rifiuti da imballaggi e la distribuzione diretta e organizzata sul territorio con conseguente riduzione anche delle emissioni inquinanti grazie all’uso di un mezzo elettrico.

A cura di Alessandro Pisciotta

Agrobotics è un progetto circolare a 360 gradi in cui ogni fase e componente è legata a quella successiva, in una soluzione che porta un alto contenuto di innovazione tecnologica grazie alle competenze dei giovani promotori. L’idea insiste sul recupero degli sprechi, l’artigianato digitale, la riqualificazione delle terre incolte, l’incentivo per i giovani a restare sul proprio territorio. L’obiettivo di un’azienda agricola completamente automatizzata che coniughi le potenzialità della robotica con la produzione di agrumi, tipici del territorio siciliano, prevede di usare le moderne tecnologie dell’Industria 4.0 (Robotica, Intelligenza Artificiale, Digital Manifacturing etc.) per minimizzare e riusare gli scarti dei raccolti, diminuendo l’impatto ambientale dell’attività produttiva. Se la Robotica e l’Intelligenza Artificiale minimizzano gli scarti di lavorazione e gli sprechi di acqua, il riutilizzo viene implementato da tecniche di stampa 3D. Le bucce degli agrumi, in particolare dell’arancia, possono essere riconvertite in materiale stampabile 3D, da cui è possibile costruire pezzi di ricambio dei robot utilizzati per la raccolta delle arance. Il Progetto Agrobotics mira a superare le difficoltà economiche e ambientali, attraverso la modernizzazione del processo produttivo agricolo, rivalutando i terreni incolti o abbandonati e incentivando i giovani ad investire le proprie competenze sul territorio. L’innovazione che Agrobotics porta è l’utilizzo della Robotica e del 3D printing per implementare il modello di economia circolare che, grazie all’agricoltura di precisione automatizzata e al riutilizzo degli scarti di lavorazione, risulta vantaggioso economicamente e diminuisce l’impatto ambientale dell’attività.

A cura di Martina Mangia e Daniele Caradonna