Portavoce non giornalista: dura critica dell’Assostampa all’Ars

Dura la presa di posizione dell’Assostampa – Associazione Siciliana della Stampa –  contro la decisione dell’Ars di sopprimere la legge in vigore che obbligava l’iscrizione all’Ordine dei giornalisti per la carica di portavoce all’interno dei comuni siciliani.  Decisione, tra l’altro, presa senza convocare né l’Ordine dei Giornalisti nè il sindacato di riferimento.

“L’Associazione Siciliana della Stampa  – dichiara il segretario regionale dell’Assostampa, Roberto Ginex – resta esterrefatta di come una parte della politica faccia un uso privatistico della cosa pubblica, utilizzando il Parlamento siciliano come fosse una riunione carbonara, e approfittando della legge in discussione all’Ars per il rinvio delle elezioni amministrative in Sicilia a causa dell’emergenza Covid, abbia soppresso la norma, in vigore fin dal 2004, che obbliga l’iscrizione all’Ordine dei giornalisti per i portavoce nei comuni siciliani”

L’Assostampa parla di “un attacco diretto alla categoria dei giornalisti siciliani, in un momento di grave crisi occupazionale e dell’editoria che l’emergenza Covid ha acuito ancor di più”.

“Dal giornalista si passa al politico-giornalista, per arrivare ora direttamente al politico – aggiunge Ginex – Così il portavoce diventa soltanto un incarico di sottogoverno, non ci sarà più bisogno di professionalità.

La questione è di diretto interesse per il Comune di Marsala dove il Sindaco Grillo non ha perso tempo per rinominare il proprio portavoce, così come aveva fatto mesi fa salvo tornare sui propi passi poichè la nomina era stata revocata proprio in virtù della legge in oggetto.

“Chiediamo allora che questo argomento – sottolinea il segretario del sindacato dei giornalisti – venga affrontato alla luce del sole dalle forze politiche presenti all’Ars e che ciascuno chiarisca e assuma le proprie posizioni in merito in un contesto pubblico e trasparente. E che sia anche  l’occasione – conclude Ginex – per affrontare seriamente a Sala d’Ercole l’istituzione degli uffici stampa e degli addetti stampa negli enti locali, perché troppi comuni siciliani ancora oggi sono sprovvisti di questa figura, magari prevedendo la nomina del portavoce solo se è già presente nell’ente l’ufficio stampa”.

L’emendamento è stato presentato a firma della prima commissione dell’Ars, presieduta dal marsalese Stefano Pellegrino.

L’abrogazione è stata bloccata a Roma:  nella seduta del 15 aprile il Consiglio dei ministri ha impugnato la legge regionale n. 5 del 17 febbraio 2021 “Norme in materia di enti locali”. In particolare proprio l’art. 9, perché in contrasto con le norme statali relative al conferimento di incarichi a soggetti esterni alla pubblica amministrazione che costituiscono norme fondamentali di riforma economico-sociale della Repubblica.