martedì, Febbraio 7, 2023
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Il Libero riapre i battenti: si inizia da Romeo e Giulietta

Al via la programmazione dal 18 al 30 maggio con tre spettacoli.

Il Teatro Libero riapre i battenti e riparte dai giovani: dal 18 al 30 maggio, nella storica sede di piazza Marina, tre spettacoli accoglieranno il pubblico dopo il lungo stop legato all’emergenza Covid.

Si comincia con il debutto di una nuova produzione: da martedì 18 a sabato 21 maggio, alle 20, in scena Romeo e Giulietta, spettacolo tratto da Shakespeare e scritto e diretto da Salvo Dolce, artista residente del Libero, con Matteo Anselmi, Giada Costa, Luigi Maria Rausa e Giuseppe Vignieri.

Si continuerà con una compagnia palermitana, Barbe à Papà Teatro, che porterà in scena dal 26 al 30 maggio, sempre alle 20Il Coro di Babele, secondo momento della collaborazione nata con il bando “Per un teatro necessario”, che ha permesso al Teatro Libero di avviare attività di coproduzione con alcune realtà del territorio.

Spazio anche alle famiglie con bambini, con Mignolina Rap(23-24 maggio, ore 17) , spettacolo per i piccoli dai 3 ai 7 anni: una favola tratta da Andersen nella rilettura di Enrico Falaschi.

Romeo e Giulietta non è soltanto una delle più amate storie d’amore, ma è il dramma degli scontri, dei contrasti: il conflitto generazionale che vede contrapporsi padri ai figli, vecchi ai giovani, il contrasto tra legge e sentimento, tra desiderio umano e incompatibilità sociale, tra la vita e la morte che determina la più intensa risonanza poetica. Tutta l’opera, anche nel suo linguaggio sia poetico che volgare, riverbera di scontri e contrasti su cui si regge l’architettura del dramma, e il rapido passaggio da uno stato all’altro mette in risalto la loro potenza.

Questa rilettura situa il dramma in una dimensione ibrida dove le tragedie diventano innocue, in uno spazio teatrale in cui verità e finzione si confondono: un luogo indefinito in cui l’attore varca il confine tra lo spazio invisibile dei camerini e quello visibile della scena. Uno spazio essenziale dove i contrasti shakespeariani vengono amplificati dal dentro e dal fuori la scena, da elementi contemporanei che si incontrano e si scontrano con elementi del teatro classico, mettendo a nudo la centralità del ruolo dell’attore che si fa portatore del verbo shakespeariano e del suo gioco con i suoi personaggi.

Romeo e Giulietta parla di giovani spesso sovversivi, ricercatori di libertà e felicità, vittime innocenti di un potere adulto e inconsapevolmente crudele.

“Si tratta di uno dei tre progetti della trilogia shakespeariana che abbiamo provato nel corso di questi mesi di chiusura – spiega il direttore artistico del Teatro Libero, Luca Mazzone – . Ripartiamo dai giovani, dal territorio e dall’idea di creare una compagnia stabile capace di affrontare più testi di uno stesso autore in un processo non soltanto di creazione, ma anche di formazione e ricerca. Romeo e Giulietta aprirà la stagione di tarda primavera che avrà, simbolicamente, inizio nella nostra sala di piazza Marina, per poi proseguire all’aperto a Villa Filippina dal 7 al 20 di giugno, con un evento che pubblicizzeremo a breve. Stiamo lavorando per offrire un progetto articolato anche in estate: è importante creare spazi pubblici all’aperto che non siano appannaggio delle solite istituzioni pubbliche, impermeabili alle collaborazioni, quanto piuttosto vere e proprie agorà al servizio della città e della sua comunità”.

Il coro di Babele è il racconto di tante voci che tessono un’unica storia. Cinque racconti di altrettanti

migranti che viaggiano nei voli low cost. È un canto melanconico e nostalgico, ma anche divertente e irriverente. È la storia di chi vive a Babele. È la storia di chi lascia una casa per cercarne un’altra.

Ognuno di questi migranti s’interroga sulla propria vita, sulle scelte fatte e su quelle rimandate, sulle priorità e sui compromessi. E in questo migrare di corpi e di anime le storie si intrecciano e si confondono, come le lingue, gli amori, i drammi, le gioie, la malinconia, la voglia di conoscere, il desiderio di tornare. Alcuni restano, altri tornano, altri ancora continuano a errare nella ricerca di

una nuova terra da poter chiamare casa.

Mignolina Rap è uno spettacolo fatto di canzoni, musica e tanti meravigliosi pupazzi in gommapiuma, che animeranno questa divertente versione della Mignolina di Andersen.

Uno spettacolo suggestivo e affascinante che ha una forte implicazione ambientale: Mignolina nasce da un tulipano e attraversa un mondo fatto di piccole o grandi avventure, fatto soprattutto di animali, quali rospi, farfalle, maggiolini, topolini, talpe e pesci rossi, che aiuteranno la protagonista a superare le difficoltà del suo cammino. Lo spettacolo, infatti, affronta anche la problematica dei rifiuti, della grave situazione di degrado della natura che oggi ci circonda: tutte difficoltà che la protagonista riuscirà a superare attraverso il rapporto tenerissimo con una rondine che, grazie all’amore di Mignolina, si risveglierà da una morte apparente. Insieme troveranno la forza di superare le insidie della vita.

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