Marsala,Circolo PD: “Giornata internazionale contro l’omofobia. Esprimiamo disapprovazione e sconforto per i manifesti omofobi e misogini”

Nella giornata internazionale contro l’omofobia, la transfobia e la bifobia, allineati in prossimità di alcuni istituti scolastici (non a caso), a Marsala, sono comparsi dei manifesti giganti di protesta contro il DDL Zan.

Non possiamo non esprimere la nostra disapprovazione e il nostro sconforto per i messaggi che quei manifesti intendono veicolare.

Ci troviamo dinnanzi a parole iperboliche, ed anche a espressioni volgari, che tentano di distorcere il senso delle battaglie per l’affermazione dei diritti di coloro che troppo spesso, ancora oggi, subiscono vessazioni e ingiurie per il proprio orientamento sessuale.

È un sorprendente e premeditato attacco alla convivenza civile.

È evidente il tentativo ostinato di riproporre quegli stereotipi sessisti, misogini e discriminanti vintage, che facevano parte di un mondo che ormai appartiene al passato.

È anche evidente che siamo dinnanzi ad una battaglia di retroguardia anacronistica, che vuole consolidare una violenta esclusione e degradazione di chi non rientra negli stereotipi della famiglia patrilineare.

Gli stereotipi di genere tentano non solo di definire ciò che sono le persone ma come addirittura dovrebbero essere.

Vogliamo ricordare che il disegno di Legge del Senatore Alessandro Zan si propone di prevenire e contrastare la discriminazione e la violenza basate sul sesso, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere o sulla disabilità.

Chi promuove questa cultura regressiva deve sapere tuttavia che non si può arrestare il progresso e la civiltà, che non arretreranno con slogan antistorici, pieni di pregiudizi ed impregnati di negatività.

L’auspicio è che la società civile e la libera stampa progressista reagisca dinnanzi a questo attacco scomposto, per scongiurare che Marsala diventi oggetto di un agghiacciante esperimento sociopolitico in cui si dettano i canoni di un’eticità omofoba, patriarcale e suprematista, che dal registro dei bambini mai nati ad oggi vede un susseguirsi di episodi reazionari di una presunta moralità superiore, che alla fine è soltanto medievale.