AZIONE Catania: “Ferrovie siciliane da terzo mondo”

Niente treni fra Siracusa e Catania dal 13 giugno al 31 luglio e scoppia la protesta dei pendolari, ma si registra anche una forte levata di scudi da chi, come Azione Catania, ha a cuore le sorti di questa nostra Sicilia.

La decisione di effettuare i lavori su questa tratta ferroviaria, con conseguenti difficoltà di collegamento nella zona orientale della Sicilia, porta il referente di Catania Metropoli in AZIONE, Carmelo Finocchiaro, a “prendere posizione, perché quanto deciso arriva infaustamente nel pieno di una tanto agognata stagione estiva, durante la quale (è stato annunciato) sarà sospesa la linea ferrata Siracusa-Catania per non meglio precisati lavori, lasciando in difficoltà centinaia di migliaia di pendolari, ma soprattutto tutti i turisti che arriveranno nella nostra Isola per fare le proprie vacanze. Questo atteggiamento è di estrema gravità, il che fa notare come le linee ferrate siciliane sono assolutamente in una condizione da terzo mondo. Ecco che servono interventi seri e concreti, anche con i fondi del Recovery Fund. E noi di Azione Catania –fa sapere Finocchiaro- chiederemo  spiegazioni alle Ferrovie dello Stato perché è stato scelto in quel periodo di bloccare tutto, un periodo in cui si attendono con trepidazione i flussi turistici per ridare forza alla nostra economia siciliana. Serve un patto fra tutti affinchè si costringano il governo nazionale e il governo regionale ad intervenire in maniera seria per migliorare tutta la rete infrastrutturale della Sicilia orientale. Perché non è possibile concepire il fatto che pendolari e turisti, per muoversi tra Siracusa e Messina, saranno costretti ad usare treni e pullman, con tempi di percorrenza quasi a quattro ore di tempo. Pazzesco! Invece di migliorare i tempi di percorrenza, facciamo solo passi indietro e peraltro in un momento in cui non possiamo permettercelo, dopo mesi di blocco economico dovuto alla pandemia, adesso che con l’affacciarsi della stagione estiva tutti potremmo godere di una importante boccata d’ossigeno economica”.