Bonaccorsi (M5s) su Catania Rete Gas: “Se l’azienda è a corto di fondi, perché continua ad assumere personale?”

“La gestione di Catania Rete Gas è confusa e, a dir poco, contraddittoria. Come può il presidente dichiarare che non ci sono fondi per investire nella rete e, contestualmente, pubblicare bandi per la selezione del personale, prevedendo ulteriori esborsi? Come si può chiedere il folle preventivo di oltre 9.500 euro per allacciare alla rete l’immobile di un cittadino, motivandolo con la carenza di denari, che non consente l’ampliamento della rete in una città solo parzialmente coperta dalle tubature per il metano?” dice il consigliere comunale M5s Graziano Bonaccorsi. “Cosa intende il presidente quando dichiara di aver fatto ‘due milioni e mezzo di investimenti’? Forse parla di ‘costi di manutenzione della Rete’? Oppure delle gare per assegnare le Opere Edili dei lavori (sia per fughe che per nuovi allacci)? Ma, soprattutto, non dovrebbe essere un problema corrispondere gli utili al Comune, perché le società di distribuzione operano in regime di monopolio, svolgono attività mirata, producono utili e non sono esposte a nessun rischio di mercato.Ci sono o non ci sono le coperture finanziarie per assumere altre figure (in alcuni casi doppioni come Responsabile Vettoriamento – Responsabile SII – Responsabile Misura) nell’organigramma aziendale? Se non ci sono, certi bandi andrebbero revocati e non dovrebbero esistere certe spese per il rifacimento dei mobili, per le eleganti agende in coordinato con le penne e per le deliziose colombe pasquali. Stiamo assistendo alla diaspora dei dipendenti Multiservizi in tutte le partecipate, in primis nella Catania Rete Gas. Perché? Se non si ‘investe’ nella rete non cresce il numero di utenti, e se crescono soltanto i costi del personale si rischia di trasformare la partecipata in uno stipendificio. Forse sarebbe il caso di verificare che non sia stia creando un ‘danno erariale’. Nell’attesa che venga pubblicato il bilancio, consiglio vivamente al Signor Sindaco di verificare la gestione di questa partecipata, che sembrerebbe non aver investito nell’implementazione della rete, ma nella ‘riqualificazione’ artistica (pericolosa) delle cabine del gas!” conclude Bonaccorsi.