Fillea, Flai e Cgil chiedono un progetto unico di “statalizzazione” e ammodernamento delle due arterie SP4 e SP2

Nella cornice agreste di Pizzo Pietralunga si è svolta oggi la mobilitazione civica per chiedere strade e collegamenti sicuri per la popolazione che quotidianamente  utilizza i collegamenti tra la Sp2 e la Sp4, le due due arterie da anni in stato di abbandono, 38 km tutti buche, dossi e frane, che rendono pericolosa  la mobilità interprovinciale e frenano lo sviluppo di un territorio a vocazione agricola. 


  A indire la manifestazione, la Cgil Palermo, la Fillea Cgil Palermo e la Flai Cgil Palermo. I sindacati chiedono una svolta e rilanciano la proposta della  “statalizzazione” delle due arterie, con un piano unico integrato per la messa in sicurezza e l’ammodernamento di tutti i 38 km della SP4 e SP2 e con il coinvolgimento di Anas, “che possa partire in tempi brevi e concludersi in tempi brevi”. 
   Sono in totale 150 i milioni di euro da spendere per le viabilità  secondaria.  Di questi, 61 milioni di euro sono fondi regionali del 2015 e del Patto per il Sud. Un milione e 600 mila euro sono impegnati per lavori su un lotto della San Cipirello-Corleone  e un’altra cifra analoga è impegnata per intervento che riguardano un tratto della  SP2, la Partinico-Corleone. Altri fondi, per un totale di 27 milioni di euro, sono stati inseriti nel decreto Infrastrutture del 2018 e altri 4 milioni e mezzo sono già stati spesi per lavori in corso sulla SP4. Altri 16 milioni sono inseriti nel decreto 123 del 2020 del ministero delle Infrastrutture, da spendere in quattro anni. E sempre nel 2020 un decreto ministeriale dello Stato ha assegnato altri 62 milioni di euro alla provincia di Palermo.
   Arterie super frequentate, la SP4 e la SP2,  che coinvolgono una decina di comuni per circa 80 mila abitanti, che collegano all’aeroporto, agli ospedali, alle decine di aziende agricole, agrituristiche e alle cantine e rappresentano una delle vie del turismo. “Un’infrastruttura fondamentale per tutta la  viabilità interna. Condividiamo la  proposta dei comitati civici di  coinvolgere l’Anas e il ministero delle Infrastrutture per un progetto unico per le due strade. A  noi interessa che queste strade si rifacciano in tempi  brevi e che  non si aspettino altri vent’anni – dichiara il segretario generale Fillea Cgil Piero Ceraulo – Per questo lanciamo l’idea di una  strada statale dei diritti. Tra Corleone e Partinico, e l’arteria che collega questi paesi al mare, hanno vissuto tantissimi lavoratori, sindacalisti, personaggi, da Rizzotto e Verro a Impastato, protagonisti di un’epopea con le loro tante  battaglie sul lavoro. Lavoro che oggi più che mai rivendichiamo, con l’apertura dei cantieri.  Ai sindaci chiediamo di sottoscrivere dei protocolli per l’occupazione, per agganciare a  questa ripresa una vertenza che metta al centro un lavoro di qualità e un lavoro duraturo. Il sindacato c’è e vuole fare la propria parte, come soggetto portatore di interessi della collettività e del mondo del lavoro”. 
   “Questa è una zona ricca di aziende agricola, con lavoratori che ogni mattina si recano al lavoro. L’assenza di strade funzionanti  impedisce alle aziende di essere competitive sul mercato – ha aggiunto il segretario Flai Cgil Palermo Dario Fazzese –  Un indebolimento legato al fatto che i danni su queste strade dissestate  incidono sull’economia delle aziende. E il peso di questo gap viene  scaricato sui lavoratori con abbassamenti del salario. Il dissesto di questo territorio è il  ritratto di tutto l’entroterra siciliano, ridotto da anni così, simbolo di un mancato sviluppo.  Una Sicilia che vuole reggersi sulle proprie gambe e vuole puntare su un  settore strategico come quello agricolo  non può  non avere infrastrutture adeguate”.
  Per Calogero Guzzetta, segretario Cgil Palermo, “prendersi carico di un tratto stradale e ottenere che parta un piano intero di ammodernamento per l’area interna del corleonese  è un dovere morale che si ha nei confronti degli imprenditori della zona e dei giovani che vogliono continuare a lavorare in questa terra”.  “Le strade sono il punto di partenza di qualunque sviluppo industriale dell’area – ha detto Guzzetta –  L’agroindustria non è alternativo al turismo, sono settori strettamente legati. Avere strade che funzionino  e una viabilità decente è una questione di civiltà. Aderiamo all’idea di una raccolta di firme per le strade  secondarie, proposta dal comitato civico di San Giuseppe Jato, in cui la viabilità secondaria sia posto al centro come problema di tutti. A noi servirebbe un Pnrr solo per le strade provinciali. Nel Recovery non è stata inserita nemmeno una  fonte di finanziamento per l’ammodernamento della rete secondaria della provincia palermitana. Argomento sconosciuto ma che per noi è vitale”.   
   Alla manifestazione, conclusa dal segretario Cgil Sicilia Francesco Lucchesi, sono intervenuti tra gli altri, Francesco Citarda, della cooperativa Placido Rizzotto, il segretario provinciale del Pd Rosario Filoramo, Totò Alamia, presidente del comitato civico San Giuseppe Jato, Cosimo Lo Sciuto, segretario della Camera del Lavoro di Corleone, il sindaco di Corleone Nicolò Nicolosi, l’azienda principe di Corleone,  Gianluca Ievolella, Provveditore interregionale delle opere pubbliche, il senatore della Lega Francesco Mollame e Antonio Rimi, sindaco di Ventimiglia, in rappresentanza della Città Metropolitana.