CVetrano, scrive l’Associazione Triscina Sabbia D’Oro sulle demolizioni: amministrazione poco trasparente

E’ pervenuta alla nostra redazione una nota dell’associazione Triscina Sabbia D’Oro, riguardo una presunta mancata trasparenza a loro avviso, dell’amministrazione comunale castelvetranese. A tal proposito vi proponiamo la lettera giuntaci nella sua interezza.

Giovanni Nastasi

TRISCINA, un sito annoverato fra gli ambiti più belli della Sicilia fatto diventare luogo di interessi e del malaffare!
Luogo incontaminato dalla natura (almeno così era alla fine degli anno “70) macchiato dall’accanimento e dalla ferocia dell’uomo che in nome di quella legalità mai perseguita continua ancora oggi, con le demolizioni di Triscina, ad alimentare connivenze oltre alla casse di un sistema malsano con modalità e metodi simili a quelli di un tempo in sui la criminalità organizzata si accaparrava i più grossi ed appetibili appalti pubblici. Con la differenza però, che questa volta il malaffare è stato camuffato attraverso la punizione inflitta a 85 famiglie castelvetranesi la cui colpa è stata quella di avere costruito, più di 40 anni fa, le proprie case di villeggiatura all’interno della fascia dei 150 metri dal mare.
Scatta così l’appetibile operazione da 3 milioni di euro con un appalto milionario portato avanti ad ogni costo, malgrado gli inadempimenti e le irregolarità già riscontrate in fase di gara e successivamente perpetrate ad oltranza con un’illecita attività di smaltimento dei rifiuti.

Malgrado “l’allegra” gestione dei rifiuti e il reato di bancarotta fraudolenta già esecutivo nel 2018 (periodo in cui era stato espletato l’appalto e firmato il contratto per l’affidamento dei lavori) e all’arresto dell’imprenditore trapanese Matteo Bucaria avvenuto nell’agosto del 2020, la ditta Cogemat S.r.l. risulta ancora oggi affidataria dell’appalto da 3 milioni di euro per la demolizione delle 85 case di Triscina.

Nonostante il “cono d’ombra” le demolizioni sono state riavviate dal comune il 26 aprile del 2021 grazie a vari solleciti da parte della ditta Cogemat S.r.l., pena il risarcimento di gravi danni economici giustificati da un mancato guadagno per l’esecuzione di altri lavori pubblici e privati. Lo scorso gennaio il comune di Castelvetrano riesce ad avere un altro finanziamento da 1 milione di euro per la demolizione di 31 immobili già inseriti nell’Accordo Quadro del 5 ottobre 2018.

Fatte queste doverose premesse da semplici cittadini finiti nel tritacarne dell’abusivismo edilizio, consapevoli dell’applicazione di una sentenza che proprio perché espressione del ripristino della legalità dovrebbe essere applicata senza alcun margine di discutibilità vediamo invece, nostro malgrado, un’amministrazione comunale fin troppo silente, disattenta sulle irregolarità delle demolizioni e che si è rifiutata di istituire una commissione di indagine con il compito di vigilare sul metodo dello smaltimento degli sfabbricidi e dei rifiuti speciali.

A parer nostro una comunità oltre agli “esempi punitivi” merita soprattutto provvedimenti e esempi virtuosi atti a tutelare l’ambiente e garantire il rispetto della legge soprattutto da parte di chi amministra.
Pertanto ci chiediamo come possa il sindaco di questa città mantenere ancora in carica un assessore nei cui confronti è stato avviato un procedimento di accertamento per abuso edilizio e nello stesso tempo pensare di indicare la “rotta giusta” a questa nave ormai incagliata sugli scogli della sfiducia.

Chi accetta di mettersi al servizio della collettività deve essere trasparente e come diceva Socrate ha più degli altri gli obblighi di essere senza macchia e senza peccato, che è quello che il movimento ha sempre urlato a gran voce!
Documento firmato e sottoscritto da chi giorno dopo giorno vive il dramma del ripristino della legalità a fasi alterne.