“Ars e riforme”,Savarino: “non vorrei scadere nel puerile ruolo di rivendicare il lavoro fatto”

“Leggo in un’intervista il disappunto del Presidente dell’Ars sui risultati delle riforme in Parlamento”.

A parlare l’On.le Giusi Savarino, Presidente della IV commissione Ars, “non vorrei scadere nel puerile ruolo di rivendicare il lavoro fatto, come la riforma urbanistica, legge attesa da oltre quarant’anni, che vale una legislatura come ha dichiarato un deputato del Pd di lungo corso. Ma mi tocca difendere non tanto il Governo Musumeci, non ne ha bisogno, ma il lavoro della Commissione che presiedo – prosegue l’Onorevole – la più produttiva del Parlamento siciliano anche quest’anno, dove non è mai mancato l’auspicato dialogo, il confronto e l’ascolto. Proprio sui rifiuti abbiamo fatto oltre 40 sedute. Si è cercato di trovare sintesi su tutto, e poi si è votato a maggioranza su taluni temi che caratterizzano la riforma. Non è semplice capire disegni di legge senza un approfondito studio tecnico e giuridico, che a me tocca fare nella doppia veste di Presidente di Commissione e di avvocato, e comprendo come a volte sia più facile farsi un’opinione ascoltando le argomentazioni dell’ultima telefonata ricevuta. Capisco anche che le telefonate possano aumentare quando si vogliono scardinare sistemi di potere, ridurre gli enti di spesa e dare maggiore trasparenza e legalità, rendendoli enti pubblici, anche se non dubito che il Presidente sia impermeabile rispetto a certe richieste. Se dopo oltre 40 sedute non si condividono temi, non frutto di un capriccio del governo o della commissione, ma puntuali ed argomentate sollecitazioni pervenute da Anac e Corte dei Conti agli indirizzi istituzionali sia di Palazzo d’Orleans che di Palazzo dei Normanni, vuol dire che non le si vogliono ascoltare, ma il tentativo di  rompere un sistema di potere ombroso la maggioranza deve pur farlo. Senza polemica, ma con spirito costruttivo”.