Sociale: “Colpevole miopia. I fragili non si appaltano al massimo ribasso”

Il presidente degli assistenti sociali a Comuni e Asl siciliane: no partite Iva, contratti a termine, esternalizzazioni

“La diseguaglianza tra Nord e Sud è intollerabile: per questo mi sto impegnando nella riforma dei Livelli minimi di prestazione (LEP)”. 

Le parole sono quelle della ministra per il Sud, Mara Carfagna, ma mentre le parole restano nelle interviste, la realtà è che al Sud niente cambia. A fronte di milioni di euro stanziati dallo Stato per la possibile assunzione a tempo indeterminato di assistenti sociali e operatori per contrastare la povertà, sostenere i ragazzi e le loro famiglie, persone con disabilità che da tempo sono rinchiuse in casa, ecco che alcuni sindaci decidono di spendere pochi spicci per mettere qualche toppa assumendo a partita Iva e a termine. 

 “Parliamo di Messina, Agrigento, Trapani, Catania – dice il presidente degli Assistenti sociali, Gianmario Gazzi, condividendo l’allarme del Croas Sicilia – Parliamo di aziende sanitarie che, invece di strutturare dei piani seri previsti dalla norma nazionale, esternalizzano a 12 euro lordi l’ora il servizio sociale o, ancora peggio, di amministrazioni che mandano a casa professionisti che da mesi avevano avviato percorsi legati al Reddito di Cittadinanza e al contrasto della povertà”. 

“La nostra è una denuncia e un grido di allarme che parte dall’orgoglio di raccogliere professionisti fondamentali per la tenuta sociale del Paese, ma guarda a quelle persone che, per l’ennesima volta, si erano trovate a sperare che nel proprio Comune o Ambito sociale avrebbero trovato un aiuto importante e continuo e invece si troveranno di fronte a un ufficio chiuso per precariato – continua – E non si dica che non ci sono risorse perché dai fondi nazionali sono arrivati decine di milioni di euro perché arriveranno ulteriori fondi europei e perché poi ci sono i fondi regionali e comunali”. 

“Manca la volontà politica – conclude Gazzi – Il qui ed ora e la volontà di lasciarsi mani libere per poterci ripensare tra un anno, è molto più forte della progettazione del futuro e dell’obiettivo di perseguire una vita migliore per chi ai servizi si rivolge. Come Ordine, come assistenti sociali, assieme ai sindacati e alle associazioni non possiamo tacere. Grazie alla ministra Carfagna per l’impegno, ma fermi queste scelte miopi e ingiustificabili o qualcuno valuterà se non si sia verificata un’ ”interruzione di pubblico servizio” con la chiusura degli uffici, le assunzioni a partita Iva, gli interventi a gettone”.