Fondi UE, gli assessori delle Regioni del Sud al Governo Draghi: “Decidere secondo equità”

Francesco Fanelli, Gianluca Gallo, Nicola Caputo, Donato Pentassuglia, Toni Scilla e Roberto Morroni, ovvero gli assessori regionali all’Agricoltura di Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sicilia e Umbria parlano all’unisono per esprimere  la ferma volontà delle Regioni del Sud Italia di mantenere inalterati gli standard di ripartizione finora utilizzati per i fondi UE relativi alle politiche di sviluppo rurale. “Il governo decida secondo equità, evitando nuovi scippi che sarebbero deleteri per l’avvenire del motore agricolo dell’Italia” – dicono i rappresentanti delle Regioni davanti alla possibilità che vengano modificati i parametri di ripartizione dei fondi secondo un sistema che vedrebbe diminuire le risorse da destinare al Sud Italia.

Il confronto che divide in due l’Italia agricola si trascina ormai da tempo e vede contrapposte le Regioni del Nord Italia che vorrebbero modificare i parametri e le Regioni del Sud che chiedono di non cambiare le regole in corso d’opera.

Se passasse la linea delle Regioni del Nord “si realizzerebbe – dicono i sei assessori – uno sfregio istituzionale e politico senza precedenti”.  Secondo quanto riferiscono gli assessori, il ministro Patuanelli “ pur di difendere la linea oltranzista sarebbe arrivato a minacciare le dimissioni. Noi non ci auguriamo ciò – aggiungono gli assessori –  ma auspichiamo ovviamente un ripensamento, serio e sereno e soprattutto giusto”.

Secondo i rappresentanti delle sei Regioni, la scelta “si tradurrebbe in una penalizzazione mortificante per regioni già svantaggiate che, paradossalmente, sarebbero private proprio dei fondi destinati a garantire il riequilibrio strutturale, a tutto vantaggio di zone già di per sé meglio attrezzate” – spiegano i sei assessori  che si dicono anche pronti al dialogo sui nuovi meccanismi di ripartizione da adottare a partire dal 2023, sulla totalità del I e II pilastro dei fondi PAC , sulle quote di cofinanziamento e sul regolamento Ue 2020/2220 alla luce della proroga fino al 2022 dei programmi di sviluppo rurale.

Gli assessori delle Regioni del Sud  continuano a proporre inoltre l’insediamento di un tavolo tecnico che possa affrontare e risolvere la questione secondo i principi individuati all’interno dello stesso Psr.

I sei assessori infine si rivolgono direttamene all’intero Governo Draghi affinché tuteli i territori che rappresentano il 60% delle superfici interessate dal Psr:  “L’unità nazionale e i principi di equità e giustizia sociale  – dicono – non devono restare le belle parole di tanti manifesti politici e programmatici: adesso c’è l’occasione di dar loro concretezza”.