Newcoop, sciopero dei dipendenti della storica azienda di Carini che il trasporto merci per Conad e Todis

Filt e Cgil: “Chiediamo la sospensione del contratto di secondo livello in deroga. Lede i diritti dei lavoratori”.

Incrociano le braccia domani i lavoratori della Cooperativa Newcoop,  che gestisce lo stoccaggio delle merci e la distribuzione per i  supermercati della catena Conad e Todis. Un sit-in si terrà a partire dalle ore 8 e fino a mille 12 davanti allo stabilimento di via Don Milani, 54, nell’area industriale di  Carini.

Si tratta del primo sciopero per i lavoratori, molti dei quali con un’esperienza pluriventennale nella  storica coop che supporta la grande distribuzione in vari passaggi: stoccaggio merci, svuotamento dei container, confezionamento, spedizione.  Lo sciopero è stato proclamato dalla Filt Cgil Palermo, sindacato dei trasporti,  contro il rinnovo dell’accordo di secondo livello, e dell’accordo sul premio di produttività, ratificato dalle altre organizzazioni sindacali. Intesa dalla quale la Filt Cgil si è dissociata.

Nel volantino che distribuiranno ai cancelli, i lavoratori della Newcoop elencano le loro rivendicazioni e denunciano anche  alcuni comportamenti registrati nei cantieri e tollerati dall’azienda   “che ledono la dignità dei lavoratori”.

L’accordo aziendale contestato deroga rispetto a quanto previsto dal contratto collettivo nazionale di lavoro del settore merci e logistica in diversi punti: pagamento della malattia, roll, permessi, Edr, pagamento dell’indennità del sabato lavorato, pagamento dello straordinario. E  non riconosce ai lavoratori l’allineamento dei livelli alle declaratorie contrattuali.

“L’applicazione di questo accordo, che la Filt Cgil si è rifiutata di ratificare  – dichiara il segretario  Filt Cgil  Sicilia-Palermo  Giuseppe Ferrito, responsabile settore trasporti e logistica  – limita di fatto i diritti e le tutele contrattuali,  oltre  a penalizzare i lavoratori sulla massa salariale ai fini dei contributi pensionistici. Inoltre la piattaforma welfare inserita nell’accordo di 2° livello dove confluisce parte del salario contrattuale dei lavoratori,  non rispecchia le norme di legge vigenti in materia”.

Sulla vertenza interviene la Cgil Palermo, esprimendo innanzitutto sostegno ai lavoratori del settore trasporti impegnati nella vertenza e contestando i contenuti dell’accordo. “Siamo vicini ai lavoratori in sciopero in difesa dei loro diritti. E  invitiamo le altre confederazioni sindacali a fare in modo che l’accordo venga sospeso e che si  riapra una discussione sindacale unitaria,  per far sì che l’intesa venga superata e riportata nell’alveo delle regole contrattuali e interconfederali – dichiara il segretario Cgil Palermo Francesco Piastra –  L’accordo raggiunto con la Newcoop, siglato dalle federazioni dei trasporti della Cisl e della Uil, non rispetta l’intesa  interconfederale che disciplina la contrattazione di secondo livello. Si è realizzato un accordo che deroga il contratto nazionale, monetizzando anche impropriamente la riduzione dell’orario di lavoro e peggiorando le condizioni normative e ancor di più  le condizioni di lavoro, con  l’aumento dell’ orario di lavoro. E ciò contraddice  a  quanto concordato unitariamente per prevenire gli infortuni nei luoghi di lavoro, argomento sul quale sino a ieri abbiamo manifestato insieme in piazza”. 

I lavoratori in sciopero chiedono il ripristino dei loro diritti. Tra i punti al centro delle richieste: l’integrazione per la malattia nei termini previsti dal ccnl, il pagamento della maggiorazione per le ore lavorate il sabato (il 18 per cento se all’interno delle 39 ore), il pagamento dello straordinario feriale per le ore che eccedono le 39 previste, il lavoro del sabato con un limite di 26 giornate, il mantenimento dell’elemento distinto della retribuzione (edr) in busta paga, il riconoscimento del quarto livello contrattuale (carrellisti -preparatori) e del ticket, un premio produttività con una erogazione fissa del 25 per cento del totale del premio e di una variabile residua del 75 per cento, l’inserimento di un premio (circa 150 euro all’anno) per chi non ha utilizzato periodi di malattia.