L’acese Leotta rappresenta la Chiesa italiana ad un evento internazionale

Per la Conferenza Episcopale Italiana (CEI), in rappresentanza dell’Italia in Europa, l’Avv.
Salvo Emanuele Leotta, animatore di Comunità (Adc Senior) del Progetto Policoro della Diocesi
di Acireale, insieme a Nicoletta Altieri, Adc Senior della Diocesi di Lucera – Troia, parteciperà
al “Convegno cattolico dei giovani sul futuro dell’Europa: il nostro sogno d’Europa”.


Oltre 100 giovani, delegati dalle loro Conferenze episcopali, ed i giovani della Piattaforma
Giovani della COMECE (Commissione degli Episcopati dell’Unione Europea) si
confronteranno online giovedì 3, 10 e 17 giugno 2021.


Al congresso si rifletterà su alcune delle principali sfide che i giovani vivono oggi, in particolare in
questo tempo di emergenza pandemica, e si formuleranno proposte concrete per il futuro
dell’Europa.


Il contributo dei giovani è fondamentale per consolidare la democrazia europea e per far fronte
alla transizione ecologica, digitale e inclusiva. Per questo motivo la COMECE desidera coinvolgere
i giovani nelle discussioni per disegnare un futuro per l’UE che corrisponda ai loro sogni, rispondendo
al messaggio di Papa Francesco per l’Europa.


I cristiani hanno avuto un ruolo significativo nella creazione dell’Unione Europea. Nello spirito
dei “padri fondatori”, la costruzione dell’Unione Europea è stata ed è ancora oggi un progetto di
pace e un “vasto programma di democrazia generalizzata”, nel senso cristiano originario.

I valori della pari dignità di tutte le persone in quanto membri di un’unica famiglia umana, il
riconoscimento della dignità del lavoro e dei diritti dei lavoratori, la cura per l’altro e per il Creato
sono fondamento dei trattati dell’Unione europea. Essa ha portato pace e stabilità nel nostro
continente dalla fine della Seconda guerra mondiale.


Il vescovo mons. Antonino Raspanti accoglie con gioia la notizia della scelta di un rappresentante
della diocesi acese in Europa al convegno: “E’ importante questa esperienza formativa dal respiro
internazionale. È necessario aprirsi a un orizzonte di idee e dibattiti dai quali in Sicilia siamo
ancora lontani e non dobbiamo restarne esclusi”.