Alcamo: “La città murata: tracce e tracciati”

Consapevoli che il senso di appartenenza al proprio territorio nasce anche dalla conoscenza della sua storia
e cultura , non sia solo una semplice realtà geografica ma comprenda lo spazio vissuto, i luoghi dell’infanzia,
le viuzze del centro urbano, il quartiere , domenica 6 giugno 2021 il Gruppo FAI Alcamo propone un
itinerario che condurrà i partecipanti alla riscoperta delle preziose testimonianze del passato all’interno del
centro storico di Alcamo.


L’evento dal titolo “La città murata: tracce e tracciati” vuole essere un’occasione per mettere in luce le
tracce di storia antica custodite come delle piccole “perle” all’interno della città di Alcamo e
contemporaneamente sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza della salvaguardia di tutti i siti, gli
edifici e i monumenti che possono essere fonte di un racconto del territorio nelle sue antiche fattezze e
delle civiltà che lo animavano. L’itinerario di domenica 6 giugno ,che parte con raduno nella corte del
Collegio dei Gesuiti in piazza Ciullo, propone la visita agli antichi quartieri della città murata e le tracce che
le epoche storiche hanno lasciato nel tessuto urbano .


L’iniziativa si svolgerà nel pieno rispetto delle norme anti-Covid ed è soggetta a prenotazione.
Scelta da Elimi, Romani e Bizantini per la posizione strategica sulle vie occidentali di accesso a Palermo, con
gli Arabi guadagnò il nome di Alqamah ed il grado di casale. Attorno al castello (sec. XIV) si costituì il primo
consistente nucleo abitativo della città che oggi si presenta con un tessuto viario regolare, lungo l’asse del
corso principale VI Aprile: la data rievoca la gloriosa giornata del 1860, in cui Alcamo, in prima fila per il
riscatto dell’isola, proclamò un governo provvisorio antiborbonico ed aprì le porte a Garibaldi. Tra i suoi
illustri cittadini vanta: il poeta Ciullo d’Alcamo (sec. XIII), autore del contrasto Rosa fresca aulentissima che
costituisce uno dei più antichi documenti della letteratura italiana; Sebastiano Bagolino, poeta e pittore del
XVI secolo; Agostino Pantò, nato nel 1675, fondatore dell’Accademia Giustinianea; Giuseppe Renda pittore
del sec. XVIII.
La città murata era divisa in quattro quartieri che prendevano nome dalle chiese di San Giacomo, San
Calogero, San Francesco e Maggiore Chiesa.