Fuoriuscita e stabilizzazione del Personale ASU: “il Governo Regionale riscatti la propria credibilità ridotta ai minimi termini dall’impugnativa della norma”

Si è svolto, oggi, alla presenza degli Assessori al Lavoro e all’Economia, nonché del Dirigente Generale del Dipartimento Regionale Lavoro, l’atteso incontro convocato dall’Assessore al Lavoro, a seguito dell’impugnativa dell’articolo 36 della Legge di Stabilità Regionale 2021 recante materia di fuoriuscita e stabilizzazione del Personale ASU.

Lo dichiarano Michele D’Amico Cobas-Codir, Rosolino Lucchese UGL FNA, Vito Sardo e Mario Mingrino ALE-UGL, Rosario Greco Confintesa e Sandro Cardinale USB.

Dopo che l’Assessore al Lavoro e il Dirigente Generale al ramo – proseguono i sindacalisti –  hanno introdotto l’incontro rimarcando la bontà della norma impugnata e delle controdeduzioni addotte alle osservazioni poste dai tecnici del MEF, abbiamo manifestato l’urgente necessità di trovare un percorso che porti in termini rapidissimi a superare le pretestuose motivazioni addotte all’interno dell’impugnativa e a sanare l’ennesimo sfregio che il governo nazionale ha trasferito al governo regionale e a non affidarsi assolutamente alla Corte Costituzionale i cui tempi per la fuoriuscita e la stabilizzazione del Personale ASU si allungherebbero di ben 2 anni, ammesso che la stessa Corte accolga il ricorso.

Non c’è alcun dubbio – continuano i sindacalisti – L’impugnativa della norma regionale sulla stabilizzazione del personale ASU è ascrivibile interamente all’interno dei rapporti istituzionali tra governo regionale e nazionale e se il governo nazionale, con l’impugnativa, ha bacchettato non solo il Governo Regionale, ricordiamo che la norma impugnata era di iniziativa governativa e quindi oggetto di svariati controlli prima di giungere al voto parlamentare, si è preso gioco, ancora una volta, del Legislatore Regionale.

Dobbiamo dirlo con crudezza – commentano i sindacalisti – che tra lo Stato e la Regione Siciliana è in atto una sfida, che dura da qualche anno a questa parte e che purtroppo  continua nel tempo con le conseguenze che sono sotto gli occhi di tutti e a pagarne il conto sono sempre e soltanto i siciliani. La vicenda sull’impugnativa ne è un chiaro inequivocabile segnale che mette ancor più in discussione la credibilità del governo regionale.

Il Governo Regionale – concludono Michele D’Amico Cobas-Codir, Rosolino Lucchese UGL FNA, Vito Sardo ALE-UGL, Rosario Greco Confintesa e Sandro Cardinale USB – riscatti la propria dignità politica e concordi con il Governo Nazionale una norma che nell’immediato porti a definire un percorso per chiudere una penosa vicenda, quella del precariato regionale, che dura ormai da un quarto di secolo all’interno del quale tanti governi, nazionali e regionali, hanno volutamente mantenuto. In subordine, nelle more  che si trovi una definitiva soluzione condivisa con il Governo Nazionale in ordine all’incresciosa vicenda, riteniamo opportuno, anche previo eventuale immediato intervento di parziale modifica dell’articolo 36, che si utilizzino le risorse previste dell’articolo 36, trasferendole agli Enti Utilizzatori, al fine di garantire un’integrazione oraria del numero delle ore lavorative di ogni singolo lavoratore.