Al via la raccolta del grano: cresce la domanda ma si stima un – 10% di produzione

E’ già partita la raccolta del grano nelle regioni del Sud Italia.

Quest’anno, secondo le stime di Coldiretti, si prevede una produzione in calo di circa il 10% a causa delle basse temperature registrate nel corso della scorsa primavera.

Il raccolto dunque dovrebbe attestarsi attorno ai 6,5 miliardi di chili a livello nazionale su una superficie totale di 1,769 milioni di ettari coltivati fra grano duro per la pasta e grano tenero per pane e biscotti.

Ciò nonostante l’aumento delle superfici coltivate e anche della domanda di grano italiano. Secondo quanto riferisce Coldiretti, nel 2020, sono cresciuti sia i consumi interni ( + 8,9 %) che le esportazioni (+ 15%) per un valore di 3,1 miliardi di euro.

Secondo un’indagine Coldiretti/Ixe’ l’82% degli italiani, in questo difficile periodo, ha prediletto l’acquisto di prodotti Made in Italy con l’obiettivo di sostenere l’economia nazionale.

“L’allarme globale provocato dal Covid ha fatto emergere una maggior consapevolezza sul valore strategico rappresentato dal cibo e dalle necessarie garanzie di qualità e sicurezza –  afferma il presidente della Coldiretti,  Ettore Prandini sottolineando che “occorre intervenire sulle fragilità presenti in Italia per difendere la sovranità alimentare, ridurre la dipendenza dall’estero in un momento di grandi tensioni internazionali”.

Una situazione aggravata dalla concorrenza sleale delle importazioni – dicono ancora dalla Coldiretti – soprattutto da quelle aree del pianeta che, come il Canada per il grano, non rispettano le stesse regole di sicurezza alimentare e ambientale in vigore nel nostro Paese dove è vietato l’uso del diserbante chimico glifosato in preraccolta”.

Nel frattempo, la sempre maggiore attenzione alla provenienza del grano, ha portato anche le aziende produttrici a moltiplicare l’offerta di prodotti con grano italiano.

“Ci sono quindi le condizioni per rispondere alle domanda di italianità dei consumatori ed investire sull’agricoltura nazionale che è in grado di offrire produzione di qualità realizzando rapporti di filiera virtuosi con accordi che – evidenzia la Coldiretti – valorizzino i primati del Made in Italy e assicurino la sostenibilità della produzione in Italia. Un impegno importante per garantire la sovranità alimentare del Paese e ridurre la dipendenza dall’estero in un momento in cui l’emergenza coronavirus ha evidenziato tutte le criticità del commercio internazionale”.

Tutto ciò, all’inizio della stagione di raccolta, porta le quotazioni a valori tra i 29 ai 30 centesimi al chilo.

Il maggior produttore italiano di grano è la Puglia  (oltre 360mila ettari) seguita  dalla Sicilia (circa 264mila ettari). Tra le regioni produttrici anche Emilia Romagna, Basilicata, Marche, Toscana, Piemonte e Lombardia.