Sifus Confali alla Regione: “tempi certi di risoluzione rispetto ai 14 milioni di euro,attraverso una variazione di bilancio,come fatto con i forestali”

IL SEGRETARIO NAZIONALE DEL SIFUS CONFALI “CONSORZI DI BONIFICA”, ERNESTO ABATE, SCRIVE ALLA REGIONE SICILIANA E ANNUNCIA PROTESTE SE NON CI SARANNO “TEMPI CERTI DI RISOLUZIONE RISPETTO AI 14 MILIONI DI EURO, ATTRAVERSO UNA VARIAZIONE DI BILANCIO, COME FATTO PER I FORESTALI.”

“Il Sifus Confali ha seguito con attenzione l’evolversi degli eventi a partire dall’accordo Stato-Regione obbligatorio per procedere all’approvazione della legge di stabilità finanziaria 2021, attraverso la riduzione del carico sul bilancio regionale. Altresì ha manifestato perplessità e preoccupazioni sin dalle prime fasi di discussione all’Ars sulle  ripercussioni che i Consorzi di Bonifica e i Forestali avrebbero subìto a seguito dell’utilizzo dei fondi PSR che non solo non possono essere considerate risorse immediatamente spendibili, ma per di più oggetto di approvazione da parte dell’Unione Europea, sulla scorta della presentazione di progetti che rispondono nello specifico a norme europee rigide che se per un verso potrebbero essere inseriti in un circuito virtuoso del riefficientamento delle infrastrutture, nell’altro verso non possono sostituirsi ad un contributo regionale che serve a garantire il pagamento regolare degli emolumenti”. A scriverlo in una nota a sua firma è il segretario regionale (e nazionale) del Sifus Confali, “Consorzi di Bonifica”, Ernesto Abate, che così come condiviso dal presidente nazionale Maurizio Grosso, ha inviato stamane questo documento  all’assessore regionale all’Agricoltura, Tony Scilla, al  Presidente e al Vice Presidente della Commissione Bilancio, rispettivamente Riccardo Savona e Gaetano Galvagno, al Presidente dell’Ars, Gianfranco Miccichè, all’assessore al Bilancio Gaetano Armao, e al  Presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci. “Occorre dire, tra l’altro -aggiunge Abate- che la prova andava fatta da parte dell’assessorato al ramo e dal Governo regionale, ma tuttavia era necessario dover correre ai ripari immediatamente, qualora qualcosa fosse andato storto, così come si evince ed è accaduto per i Forestali, per cui si è proceduto con un DL di variazioni di bilancio ad hoc e immediatamente votato, per sanare il buco da 77 milioni di euro, con un intervento di 64 milioni di euro per dar seguito alle assunzioni del personale forestale, necessario a mettere in sicurezza il territorio dagli incendi. Adesso, con la nota inviata stamane, il Sifus intende sensibilizzare i riceventi della stessa e l’opinione pubblica di conseguenza, rispetto ai disagi che vive l’intero settore agroalimentare a seguito della calura estiva che supera i 47°C in alcuni casi, disponendo di esigue riserve irrigue al di sotto di un solo mese di erogazione, rispetto ai tipici 100 giorni medi; fatti acclarati e aggravati da un buco da 14 milioni di euro (provenienti dal Psr come nel caso dei Forestali) corrispondente ad una parte dell’intero contributo regionale e provoca disagi incalcolabili, visti i quasi 150 milioni di euro di debiti che gravano già sugli 11 Consorzi di Bonifica. Disagi –prosegue ancora il segretario Ernesto Abate- che aumenteranno in maniera esponenziale se non si procederà presto all’attuazione degli articoli 60 e 61 della legge regionale 9 del 15 aprile 2021, considerate le piante organiche variabili (POV) svuotate, per cui il personale dipendente, il più delle volte non supera i tre mesi di lavoro l’anno, a discapito, ancora una volta dei servizi da rendere all’utenza che ovviamente si vede aumentare i costi di esercizio e consumo, senza una reale e proporzionale contropartita. Tuttavia, la soluzione a tutti i mali, compresi i ritardi dei pagamenti degli emolumenti che in alcune realtà supera i 24 mesi esiste ed è ferma al momento in Commissione Bilancio all’Ars, in attesa di approvazione. Parliamo –spiega segretario regionale (e nazionale) del Sifus Confali, “Consorzi di Bonifica – del ddl 585-349-424 che corretto mediante la presentazione di emendamenti parlamentari, permetterebbe di chiudere con lo stato debitorio, avviando il processo di riqualificazione e di rilancio richiesto in garanzia dall’intervento europeo, attraverso le risorse economiche che già dal prossimo mese di luglio saranno disponibili in Italia, relativamente al Recovery Plan. Pertanto si rende necessario calendarizzare a giro corto la cabina di regia in assessorato dell’Agricoltura, dello sviluppo rurale e della pesca mediterranea per gli articoli 60 e 61 e il confronto in Commissione Bilancio all’Ars, per dare tempi certi di risoluzione rispetto ai 14 milioni di euro come fatto nelle scorse ore per i Forestali e tempi certi per l’approvazione della riforma del settore, per il rilancio per una stagione irrigua partita zoppa e destinata al peggiore dei fallimenti. Qualora dalla presente non si dovesse evincere alcuna azione di confronto fattivo, non di escludono forme di protesta che il Sifus metterà in campo con i lavoratori, come ha già fatto nei mesi scorsi, a cavallo tra fine 2020  e inizi 2021”. Nel frattempo, nell’attesa, come forma di protesta, Ernesto Abate ha deciso di non radersi più la barba e farla allungare, come a scandire i tempi necessari che ci vorranno, per addivenire a quanto formalmente richiesto alla Regione Siciliana.