Giovani da ogni parte d’Europa a Palermo per un progetto di Hryo sull’abuso di smartphone

In Italia, secondo le più recenti statistiche, sono presenti più smartphone che abitanti e ogni giorno risultano attivi sul web circa 50 milioni di utenti, di cui 35 milioni sui propri canali social. Un fenomeno di dimensioni talmente ampie da essere diventato una emergenza. Spesso, infatti, non ci rendiamo conto di quanto questi dispostivi influenzino le nostre vite, inchiodandoci ad un mondo virtuale che, seppure coinvolgente, favorisce l’individualismo e non l’individuo. Da queste premesse,  la palermitana H.R.Y.O. (Human Rights Youth Organization) e il suo partner Hellenic Youth Participation European Youth Centre Břeclavz.s. hanno promosso una Youth Mobility, inerente al Programma Erasmus+ e finanziata dall’ANG (Agenzia Nazionale per i Giovani), chiamata “Using (Smart)phone”. Il progetto si è svolto in questi giorni a Palermo e ha coinvolto ragazze e ragazzi provenienti da diversi Paesi europei.

L’obiettivo di “Using Smart(phone)” è stato quello di analizzare l’uso e abuso dello smartphone tra i giovani attraverso una progressiva presa di consapevolezza delle proprie abitudini digitali e dei benefici ed effetti degli strumenti tecnologici.

La settimana di attività è stata molto intensa e i partecipanti, provenienti tra gli altri Stati da Grecia e Repubblica Ceca, hanno avuto modo di conoscere Palermo mentre esploravano le proprie abitudini col cellulare, prendendo coscienza di quanto tempo passano con lo sguardo rivolto verso lo schermo.

“Ognuno ovviamente aveva abitudini, o meglio vizi, diversi ma tutti hanno pienamente compreso l’uso eccessivo che viene fatto del telefonino, con particolare riguardo ai social media e social network”, dice Mariano, uno dei tutor del progetto di Hryo.

“Ogni attività si è rivelata davvero produttiva, i ragazzi erano pienamente coinvolti, consapevoli che questo grave problema coinvolge principalmente i giovani della loro stessa età”, aggiunge Giorgia, che ha condotto coi ragazzi ospiti varie attività di brainstorming. 

Le riflessioni e la condivisione di idee e dubbi hanno permesso di instaurare un rapporto di reciproco apprendimento tra i partecipanti. Ogni gruppo nazionale ha analizzato le statistiche relative al proprio Paese d’origine, facendo emergere numerosi spunti di riflessione e permettendo di far comprendere a tutti che il problema dell’uso indiscriminato degli smartphone supera tutti i confini politicamente creati.

Molto interattiva è stata l’attività di rilevazione dati attraverso interviste. Le ragazze e i ragazzi partecipanti, divisi in gruppi, hanno sottoposto domande relative all’utilizzo del cellulare a passanti incontrati per strada. L’attività è piaciuta molto e, oltre a essere divertente, ha fatto comprendere quanto diffusa sia la dipendenza da smartphone a prescindere dall’età degli intervistati. “I partecipanti hanno anche realizzato un video di sensibilizzazione e comunicazione, in cui spronano ad abbandonare gli smartphone e incoraggiano a vivere la vera vita”, dice Abril, un’altra dei tutor.