Castelvetrano. San Giovanni restituisce le chiavi della Città al Sindaco Alfano

È da parecchio tempo che non mi siedo In una panchina della Villa di San Giovanni proprio di fronte alla chiesa anche perché chiusa ed abbandonata da parecchio tempo. Proprio in questi giorni avvicinandosi la data del 24 giugno festa del Santo Patrono (San Giovanni) della nostra città e chiamandomi io stesso Giovanni, mi sono recato nei pressi di quella panchina e a causa della villa chiusa non mi sono potuto sedere. Ma dopo poco mi sono sentito chiamare con Voce autorevole ed era lui, San Giovanni in persona. Attonito e stupito e con voce piena di emozione dopo un saluto reverenziale chiesi in cosa potevo essere utile. San Giovanni mi disse che aveva bisogno di capire come poter fare una cosa senza creare molti problemi, ovviamente mi misi subito a disposizione e pronto ad ascoltare.

Era molto arrabbiato perché da anni non lo andavo a trovare per informarlo sui nuovi eventi cittadini e dopo un sonoro rimprovero mi ha chiesto se il sindaco Alfano ha veramente risolto tutti i problemi che aveva promesso di affrontare durante la campagna elettorale.
Aggiunse inoltre che non era molto in vena di allegria e di fare festa in quanto preoccupato per i suoi cittadini e sfiduciato per una mancanza di prospettiva di crescita. Sentendo San Giovanni così preoccupato mi sono sentito in dovere di doverlo informare su quelli che erano gli ultimi fatti posti in essere da questa amministrazione. Chiusura della via Selinunte, Triscina e Selinunte abbandonate, il centro storico deserto, nessuna iniziativa di sostegno alle imprese post covid, ville chiuse, tasse alle stelle e il crescente malessere quotidiano della gente. Subito mi bloccó e mi ha chiesto informazioni del vice Sindaco Virzi, degli assessori Oddo, Barresi, Parrino, Donà, che aveva conosciuto in occasione dell’insediamento, risposi dicendo che si erano tutti dimessi per vari motivi e che quelli che lui ha conosciuto non c’erano più. Ma questo che sta combinando mi disse d’istinto e con voce triste aggiunse:
“Eh Giovanni, Giovanni come siamo caduti in basso ed Io in quanto Patrono sono davvero molto sofferente, considera anche che dopo l’insediamento è venuto da me e mi ha consegnato le chiavi della città, come hanno fatto tutti i sindaci che lo hanno preceduto, ma Io a lui non lo ho più visto , niente , zero e la cosa mi ha molto ferito. Inoltre aggiungo che quest’anno ha pure dimenticato la mia festa, la festa dei cittadini Castelvetranesi e del loro Santo Patrono e io delle chiavi che mi ha dato non so più cosa farmene, le voglio restituire”.

Dopo questa amara ma determinata affermazione la Sua voce si affievolì sempre più e scomparve . mi sono ancora soffermato per una preghiera di ringraziamento e dopo poco sono andato via.

Davvero grande Tristezza per questa mancanza di considerazione per cittadini e il suo Santo Patrono e nostro protettore, che meritano ben altro rispetto ed attenzione.

Auguri a tutti i Giovanni e Giovanna e a tutti i cittadini Castelvetranesi.

Giovanni Nastasi