Donne e tech, così la Sicilia diventa centro nevralgico della rivoluzione del Sud

Le storie di Vithoosha e Barbara, sviluppatrici in Sicilia

In Sicilia, complice la pandemia di Covid-19, la percentuale di occupazione femminile non arriva al 30% (circa la metà del tasso europeo), a conferma di una tendenza negativa che vede il tasso di disoccupazione delle donne aumentato all’11,4% in Italia (fonte: Istat).

In un contesto così complesso e in perenne evoluzione si inseriscono i casi studio di Vithoosha, 25 anni, originaria dello Sri Lanka ma trapiantata a Palermo da 20, e Barbara, 33 anni, di Sciacca (Agrigento). Nonostante un percorso differente, le storie di Vithoosha e Barbara sono accomunate dagli obiettivi e le speranze riposte nel futuro: lavorare dalla Sicilia nel campo del tech e dello sviluppo software.

Come? Grazie al corso in programmazione informatica di Edgemonyhub tecnologico con sede a Palermo, che ha permesso alle studentesse di acquisire i fondamentali del coding e di entrare a far parte di importanti realtà digital dell’isola. Barbara, ad esempio, sta partecipando da remoto allo sviluppo di un’app con una startup della Silicon Valley, che ha scelto di reclutare i propri sviluppatori proprio dalla Sicilia. Inoltre, il corso “Coding Bootcamp” prevede 12 borse di studio (€ 36.000 totali) per le donne, messe a disposizione dai partner, tra cui Bending Spoons (main partner), Microsoft, Facile.it, TUI Musement, Subito e Uala.“Uno degli strumenti più preziosi che abbiamo oggi è il PNRR, che mette a disposizione 1,7 miliardi per la transizione 4.0 e l’ammodernamento digitale delle imprese” – spiega Daniele Rotolo, uno dei due fondatori – “Ci auguriamo che questa somma venga investita anche nella banda larga, per rendere la connessione più capillare e farla arrivare anche nelle aree più remote dell’isola”.