“La politica riparta dai bisogni degli ultimi. E ascolti i giovani”

“Dobbiamo avere il diritto di poter fare ricerca, lavorare e dare un contributo nel nostro territorio e per il nostro territorio”, rivendica Mauro Matteo Norcia, coordinatore Udu Palermo, intervenendo sul dibattito in corso per le elezioni all’Università e sulla mobilitazione  in vista degli scenari elettorali politici.   

Le posizioni dei giovani universitari dell’Udu, diversi dei quali con esperienze  attuali come rappresentanti nei cda di ateneo, al Senato o nei dipartimenti,  sono state espresse  in due recenti occasioni: sabato a Bagheria all’incontro con la ministra all’Istruzione, per discutere  di Università, investimenti e ricerca,  e venerdì agli Stati generali della sinistra democratica dei Cantieri della Zisa, dove hanno potuto rappresentare le loro idee sulla capacità di ascolto della politica nei confronti dei  giovani.   

Il coordinatore dell’Udu Palermo, Matteo Mauro Norcia, nel suo intervento a Villa Palagonia,  in cui la ministra Maria Cristina Messa ha parlato di riforme e Recovery Plan,  ha rappresentato la convinzione  dei giovani secondo i quali “le tematiche che riguardano  l’università  possono rappresentare il punto di partenza per dare risposte alle generazioni future”.

Alla politica i giovani chiedono capacità di ascolto.  “Oggi – ha denunciato Norcia – viviamo una crisi di rappresentanza a tutto tondo. La politica pretende di dare risposte a categorie sociali che non è in grado di ascoltare. La sinistra infatti commette l’errore di pensare che la propria elaborazione sia la migliore e se oggi il Paese si sposta verso le destre più estreme è solo perché siamo vittima del populismo, della demagogia e dell’ignoranza comune”.

“Bisogna invece chiedersi – ha aggiunto il leader dell’Udu – se i nostri temi non siano capiti oppure non danno risposte alle esigenze degli ultimi, delle periferie sociali.  Facciamo l’errore troppo spesso di pensare che esistano esigenze di destra e di sinistra e che solo a quest’ultime siamo chiamati a rispondere. Non esistono però bisogni di destra e bisogni di sinistra, il bisogno in sé e per sé non ha colore politico e in prima battuta dev’essere ascoltato poi capito e infine ne va data una risposta. E solo e soltanto quest’ultima dev’essere alternativa e in chiave progressista. Ripartiamo quindi dai bisogni degli ultimi per dare risposte di reale cambiamento e progresso sociali”.

Da qui l’invito a  comprendere che  il  contesto universitario non deve avere importanza solo per la popolazione  che studia e si forma al suo interno “ma per l’intero Paese”.   “La nostra esigenza oggi è di creare il lavoro – prosegue Norcia –  Le risposte politiche degli ultimi anni sono state indirizzate all’abbassamento delle tutele delle lavoratrici e dei lavoratori con l’obiettivo di agevolare le imprese per l’assunzione. Questo modello sta portando il nostro Paese a vivere un profondo disagio sociale. L’unica via invece per creare lavoro è l’investimento sulla ricerca e sull’innovazione ed è qua che l’Università si inserisce come motore di sviluppo del Paese nel lungo periodo”.

“L’investimento sull’università non passa però solo dall’aumento dei fondi destinati alla ricerca ma va capita anche l’esigenza di chi vive l’università ogni giorno – ha detto Matteo Norcia nel suo intervento a Bagheria – Quando pensiamo alle studentesse e agli studenti universitari dobbiamo pensare a due macro-tematiche: il diritto allo studio e la qualità dell’offerta formativa. In entrambi casi è necessario un investimento che passi però prima dal rivedere il meccanismo di quota premiale sia sul Fis che sul Ffo. Non può esistere infatti un miglioramento dell’offerta formativa senza fondi a disposizione. Tali meccanismi infatti stanno colpendo gli Atenei del Mezzogiorno,  che ogni anno vivono il problema dell’emigrazione di tanti giovani verso gli Atenei del nord Italia. Noi dobbiamo poter continuare a studiare qui e a lavorare per questa terra”.