“Dal metodo Rocco Chinnici alla Procura Europea”

Seminario internazionale in occasione del 38° anniversario dell’assassinio del giudice Rocco Chinnici, del mar. ord. Mario Trapassi, dell’app. Salvatore Bartolotta e del sig. Stefano Li Sacchi

Oggi, nella ricorrenza del 38° anniversario dell’assassinio del giudice Rocco Chinnici, del Mar. Ord. Mario Trapassi, dell’App. Salvatore Bartolotta e del sig. Stefano Li Sacchi, sul luogo dell’eccidio, in via Pipitone Federico, è stata deposta una corona d’alloro e sono stati resi gli onori ai militari, alla presenza del Comandante Interregionale “Culqualber”, Generale di Corpo D’Armata Gianfranco Cavallo, del Comandante della Legione Sicilia, Generale di Brigata Rosario Castello, del Comandante Provinciale di Palermo, Generale di Brigata Arturo Guarino, delle autorità civili e militari e dei familiari dei caduti.

L’occasione è stata colta dalla Fondazione “Rocco Chinnici” per la presentazione di un seminario dal titolo “Dal metodo Rocco Chinnici alla Procura Europea”, tenutosi dalle ore 10:30 presso la Chiesa di “San Giacomo dei Militari”, all’interno della Caserma “Carlo Alberto Dalla Chiesa”, sede del Comando Legione Sicilia.

In apertura del convegno, la Fanfara del 12° Reggimento Carabinieri “Sicilia” ha suonato l’inno nazionale e l’Inno alla Gioia tratto dalla IX Sinfonia di Beethoven.

Dopo la commemorazione e i saluti istituzionali a cura dell’Avv. Giovanni Chinnici, presidente della Fondazione “Rocco Chinnici”, del Gen. di. B. Rosario Castello, della D.ssa Giovanna Nozzetti, presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati – Sezione Palermo, della D.ssa Anna Maria Palma Guarnier, Avvocato Generale presso la Corte d’Appello di Palermo, del Dott. Matteo Frasca, Presidente della Corte d’Appello di Palermo, e dell’On. D.ssa Caterina Chinnici, magistrato e deputato al Parlamento Europeo, che ha introdotto e moderato il seminario e dato lettura dell’intervento del Ministro della Giustizia, prof.ssa Marta Cartabia, si sono susseguiti gli interventi sul tema della D.ssa Laura Codruta Kovesi, Procuratore Capo Europeo, del Dott. Federico Cafiero De Raho, Procuratore Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, del Dott. Francesco Lo Voi, Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Palermo, del Dott. Francesco Messina, Direttore Centrale Anticrimine del Dipartimento della P.S., del Gen. di D. Riccardo Rapanotti, Comandante Regionale Sicilia della Guardia di Finanza, del Gen. di D. Pasquale Angelosanto, Comandante del R.O.S. dei Carabinieri, del Dott. Calogero Ferrara, Procuratore Europeo Delegato, e del Dott. Antonio Balsamo, presidente del Tribunale di Palermo.

Il seminario è stato trasmesso in diretta streaming sul canale Youtube della Fondazione Rocco Chinnici.

CENNI STORICI – MOTIVAZIONE M.O.V.C. ALLA MEMORIA

Il Mar. Ord. Mario Trapassi nacque a Palermo 1’8 dicembre 1950. In data 8 aprile 1970 venne arruolato nell’Arma dei Carabinieri quale Allievo Carabiniere a piedi ed ammesso a frequentare il corso d’istruzione presso la Scuola Allievi Carabinieri di Roma. In data 22 settembre 1970 venne ammesso alla frequenza del 23° corso Allievi Sottufficiali dei Carabinieri. Terminato il ciclo d’istruzione in data. 15 aprile 1972 venne destinato alla Legione Carabinieri di Torino dove il successivo 16 aprile, fu promosso al grado di Vicebrigadiere e destinato alla Sezione Carabinieri Torino Po. Presso questo Comando prestò servizio fino al 4 maggio 1978, data sotto la quale venne destinato alla Legione Carabinieri di Palermo. Nel frattempo aveva ottenuto la promozione al grado di Brigadiere in data 16 aprile 1974. In data 22 luglio 1978 fu assegnato alla Compagnia Carabinieri di Termini Imerese (PA), dove prestò servizio fino al tragico 29 luglio 1983, data in cui venne barbaramente trucidato a Palermo da esponenti mafiosi.

Il Maresciallo, preposto al servizio di tutela al giudice Rocco Chinnici, veniva trucidato in un proditorio agguato, immolando la propria vita nella lotta alla criminalità organizzata. Venne insignito della Medaglia d’Oro al Valor Civile 2alla memoria” con la seguente motivazione:

“Capo del servizio di scorta a magistrato tenacemente impegnato nella lotta contro la criminalità organizzata, assolveva il proprio compito con alto senso del dovere e serena dedizione pur consapevole dei rischi personali connessi con la recrudescenza degli attentati contro rappresentanti dell’ordine giudiziario e delle Forze di Polizia. Barbaramente trucidato in un proditorio agguato, tesogli con efferata ferocia, sacrificava la vita a difesa dello Stato e delle istituzioni”. Palermo, 29 luglio 1983.”

L’Appuntato Salvatore Bartolotta nacque a Castrofilippo (AG) il 3 marzo 1935. Arruolatosi nell’Arma dei Carabinieri in data 2 aprile 1955 presso la Legione Allievi Carabinieri di Roma, dove svolse il periodo di istruzione a seguito del quale venne promosso Carabinieri in data 31 gennaio 1956, ed assegnato, il successivo 14 marzo, al XII Battaglione Mobile Carabinieri “Sicilia” in Palermo, ove rimase fino al 13 agosto 1957. Successivamente prestò servizio presso i Comandi Stazione Carabinieri di Palermo Villagrazia fino al 18 agosto 1958, S. Ambrogio (PA) fino al 23 gennaio 1961, S. Ninfa (P A) fino al 23 settembre 1961 e Caltanissetta fino al 1 agosto 1963, data sotto la quale fu trasferito al Comando Compagnia Carabinieri – Nucleo Tribunali, Traduzioni e Scorte in Palermo, dove prestò servizio fino al tragico 29 luglio 1983, quando compì l’atto di valore a seguito del quale fu insignito della Medaglia d’Oro al Val or Civile “alla memoria”. Nel frattempo ottenne le promozioni al grado di Carabiniere Scelto, in data 31 gennaio 1963 e ad Appuntato, in data 1 gennaio 1972. L’Appuntato, preposto al servizio di tutela al giudice Rocco Chinnici, veniva trucidato in un proditorio agguato, immolando la propria vita nella lotta alla criminalità organizzata

Venne insignito della Medaglia d’Oro al Valor Civile “alla memoria” con la seguente motivazione: “Preposto al servizio di tutela a magistrato tenacemente impegnato nella lotta contro la criminalità organizzata, assolveva il proprio compito con alto senso del dovere e serena dedizione pur consapevole dei rischi personali connessi con la recrudescenza degli attentati contro rappresentanti dell’ordine giudiziario e delle Forze di Polizia. Barbaramente trucidato in un proditorio agguato, tesogli con efferata ferocia, sacrificava la vita a difesa dello Stato e delle istituzioni.” Palermo, 29 luglio 1983.