Sit-in a Portella della Ginestra dopo l’incendio

Domani ore 18 presidio di Flai e Cgil per dire no alla devastazione del territorio, in difesa della memoria e dell’ambiente

Presidio domani alle 18 a Portella della Ginestra, devastata da un incendio,  per dire no ai piromani e criminali e portare avanti una  mobilitazione in difesa della  memoria e dell’ambiente.

La manifestazione è organizzata dalla Flai Cgil Palermo e dalle Camere del Lavoro di Palermo e Piana degli Albanesi.
   Desolante lo scenario che si è presentato stamattina sul posto, con la cenere che ha ricoperto tutto il “sacrario”, il  luogo dell’eccidio del primo maggio 1947. Le fiamme  hanno annerito anche i sassi del memoriale con le date che ricordano la strage e i nomi delle vittime.  E continua a bruciare  oggi, sopra Portella,  monte Pelavet e le  altre montagne che circondano Piana.

“Andremo domani a Portella della Ginestra, luogo simbolo della memoria e delle lotte contadine, per protestare  contro chi devasta il territorio e contro il disinteresse della politica  – dichiarano il segretario generale Flai Cgil Palermo Dario Fazzese,  il segretario generale Cgil Palermo Mario Ridulfo e il responsabile della Camera del Lavoro di Piana Vito Ciulla – Nel posto dove furono trucidati i contadini durante la festa del lavoro  oggi c’è un inferno di cenere, carbone dappertutto, desolazione. E tanta rabbia, perché mentre la Regione sta per licenziare i lavoratori, i boschi continuano a  bruciare per il malgoverno e  l’incuria. Il governo non ha avuto la lungimiranza di appostare le risorse finanziarie per far svolgere l’attività di prevenzione nei tempi giusti  e mancano  le risorse per garantire l’attività di quei lavoratori che dovrebbero realizzare le opere di contrasto al rischio incendi”.

“A Piana l’incendio e sono a rischio anche gli allevamenti di animali, lambiti dalle fiamme. Sta andando in fumo l’economia di un territorio – aggiungono Fazzese, Ridulfo e Ciulla – e vanno in fumo  anni di lavoro svolto dai forestali e le tante risorse regionali e comunitarie investite per infoltire i boschi e la vegetazione del territorio. Quest’ennesimo disastro  conferma come sia necessario un piano di riforma del settore della forestazione, per la tutela e salvaguardia del patrimonio. Si deve poter intervenire nei modi e nei tempi giusti e non all’ultimo minuto”.