Consegnata al Comune la lettera-denuncia di Cgil, Cisl, Uil Palermo sulla crisi finanziaria

“Un tavolo aperto per affrontare a settembre i nodi del bilancio”. E’ l’impegno preso oggi con il presidente del Consiglio comunale

Cgil, Cisl e Uil Palermo hanno inviato oggi la lettera-appello sulla crisi della città al sindaco Leoluca Orlando e l’hanno consegnata al presidente del Consiglio comunale, Salvatore Orlando, che ha ricevuti i rappresentanti sindacali a fine mattinata a palazzo delle Aquile.
    Al sindaco, agli assessori, alle forze politiche del consiglio comunale,  il segretario generale Cgil Palermo Mario Ridulfo, il segretario generale Cisl Palermo Trapani Leonardo La Piana e per la Uil Palermo Ignazio Baudo, hanno rappresentato nel documento congiunto la loro preoccupazione per lo stato di dissesto del Comune e per le sorti della città.
   Oggi la consegna simbolica della lettera nelle mani del Consiglio comunale, chiamato in questi giorni a discutere del bilancio, del piano di riequilibrio dei conti  e della rimodulazione della Tari. “Ci avviamo ogni giorno di più a un pericoloso punto di non ritorno – è la preoccupazione espressa dai rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil Palermo  – Le difficoltà nel predisporre il Bilancio, i problemi nella gestione delle aziende partecipate e il contenzioso tra il Comune di Palermo, in quanto unico socio, e le stesse aziende avrebbe bisogno, per evitare drammi già visti, di un ambizioso programma di rilancio e di proposte condivise con la città, i lavoratori, le forze produttive e i cittadini. Ad oggi, aldilà dei buoni propositi, registriamo un più generale arretramento sia nella qualità dei servizi, che nella visione della Palermo del futuro”.
    Con il presidente del Consiglio comunale Salvatore Orlando si è stabilito di avviare un  percorso, da realizzare insieme “per chiarire e affrontare i temi che riguardano il  bilancio e il  piano triennale delle opere pubbliche”.
   “Consegnerò la nota di Cgil, Cisl, Uil al Consiglio comunale e chiederò alla conferenza dei  capigruppo di fare un incontro in presenza,  ai primi di settembre, anche  un consiglio comunale aperto,  per gestire l’emergenza   e stabilire un percorso condiviso che consenta alla città di arrivare a fine consiliatura  – ha detto Salvatore Orlando –  Ci troviamo in una fase delicata, moltissimi comuni  siciliani si trovano in una situazione di crisi, ma la crisi di Palermo, quinta città d’Italia, è quella che preoccupa di più”.
       “Occorre istituire un tavolo dove fare chiarezza su una serie di argomenti, va bene anche l’idea di  un consiglio comunale aperto alla città,  per provare a condividere un percorso con le  forze produttive, sociali e  sindacali. Oggi – proseguono Ridulfo, La Piana e Baudo – il nostro appello è a tutti, dal sindaco agli assessori, dagli amministratori alle forze politiche, dai gruppi presenti in consiglio comunale ai cittadini: bisogna mettere al centro gli interessi della città e trovare soluzioni, è necessario che gli interessi di parte tengano conto di un più importante e superiore interesse generale”.
   Affrontato anche il problema della difficoltà nella riscossione dei tributi, a partire dalla Tari. Cgil, Cisl e Uil hanno ribadito che occorre  “semplificare e facilitare la fedeltà fiscale del cittadino, dei commercianti e delle imprese, che hanno diritto a servizi efficienti, per i quali, dall’altro canto sono tenuti a contribuire”.
   Il tema dei bilanci dei comuni e del Comune di Palermo per Cgil, Cisl e Uil si intreccia a doppio binario con le possibilità della ripartenza. “Le difficoltà dei comuni e del Comune di Palermo, diciamolo chiaramente, rischia di uccidere la ripresa e di mettere a rischio la possibilità di presentare progetti a valere del Pnrr”,  hanno aggiunto Ridulfo, La Piana e Baudo durante il confronto.
   Con la consegna della lettera, si chiede un  riscontro ai problemi evidenziato, tra cui l’altissima evasione a Palermo:  “Come è noto, il Comune di Palermo versa in una condizione di bassissima capacità di riscossione delle proprie entrate, che produce un crescente accantonamento al fondo crediti di dubbia esigibilità, il cui effetto è il continuo ricorso alle anticipazioni di tesoreria. Inoltre, è inaccettabile che la riscossione delle entrate, attraverso Riscossione Sicilia,  nel periodo 2000-2018, sia stata appena dell’1,89 per cento, cioè dei 939 milioni di euro se ne sono riscossi appena 17 milioni”.