Sicurezza degli agenti del carcere di Caltagirone, la vicenda sbarca alla Camera

“Quali iniziative  intenda assumere il governo Draghi per garantire la sicurezza degli agenti di polizia del carcere di Caltagirone, alla luce delle carenze di organico”.

Sbarca alla Camera, grazie ad una interrogazione del presidente 5 stelle della commissione Difesa di Montecitorio, Gianluca Rizzo, la vicenda della sicurezza del personale del carcere di Caltagirone, messa in pericolo di recente da casi di aggressione da parte dei detenuti e da tentativi di rivolta , risolti positivamente grazie alla professionalità e prontezza del personale.

Oltre alle iniziative che l’esecutivo intende assumere per garantire la sicurezza del personale, Rizzo   chiede alla ministra della Giustizia  Cartabia delucidazioni sui vuoti di organico nel carcere calatino che verranno coperti con le 200 assunzioni previste nei ranghi della polizia penitenziaria da un accordo raggiunto tra il ministero di Giustizia  e le principali sigle sindacali di categoria. E ancora quali percorsi formativi e lavorativi a favore dei detenuti sono in cantiere tra il carcere e gli enti territoriali.

“La carenza di organico – affermano  Rizzo e il collega Eugenio Saitta, che in passato si è occupato diverse volte delle vicende del carcere calatino  – rappresenta il tallone d’Achille per il carcere di Caltagirone. Confidiamo che venga colmata, quantomeno in parte,  per garantire la sicurezza del personale e degli stessi detenuti, anche alla luce del piano per l’assunzione straordinaria di personale di Polizia penitenziaria  previsto dalla legge 178 del 30 dicembre 2020 che contempla oltre 1200 immissioni in servizio fino al 2025”.