Settesoli, le sessantotto firme che hanno cambiato la produzione vitivinicola in Sicilia

“Un gruppo di viticoltori illuminati, il coraggio di cambiare, di investire, di piantare e di aspettare. Una squadra che cresce e si compatta, come tanti acini in un unico grappolo d’uva”; sono queste le parole che la comunità di Settesoli scrive sulle proprie etichette, che oggi arrivano in oltre 40 Paesi del mondo. Ma la loro storia parte da lontano: è il 21 dicembre 1958, quando 68 viticoltori fondano a Menfi la cooperativa. Sessantotto firme che siglano un atto di coraggio e di rivoluzione: piantare vigne in un terreno noto per il grano, gli agrumi e il cotone; innovare facendo squadra, iniziando a costruire la cantina, in attesa del primo raccolto. Cantine Settesoli è una comunità di viticoltori siciliani, dove ben oltre il 70% delle circa 5.000 famiglie della cooperativa è coinvolto nelle attività dell’azienda.

Un grande vigneto di Sicilia, un autentico distretto del vino nella provincia di Agrigento, tra Menfi, Montevago e Santa Margherita del Belice. Il 1965 è l’anno della prima vendemmia della cantina di Menfi: la cooperativa conta già 302 soci. Ci sono voluti sette anni per avere la prima produzione: sette anni di attesa come i sette soli che diedero il nome a un’avventura che avrebbe segnato la storia di un’intera comunità, cambiando il modo di intendere la produzione vitivinicola in Sicilia. Oggi la cooperativa conta 2000 soci – il 25% sono donne – una superficie vitata di 6.000 ettari di cui 908 in biologico e 36 cultivar in produzione. Un’azienda globale che investe sulle giovani generazioni, che coltiva futuro, che si prende cura della vigna nel rispetto dell’ambiente e che da sempre è pioniera nella ricerca, nella tecnologia e nella qualità, per garantire valore alle uve, remunerazione ai soci e vini eccellenti ai consumatori, generando sviluppo economico per l’intero territorio.

Il legame tra famiglie, territorio e Cantine Settesoli è molto stretto: i viticoltori sono la loro forza e le storie dei soci si intrecciano creando legami unici. La raccolta delle uve è un rito di famiglia: il carico di grappoli da conferire in cantina è il simbolo della comunità che si raccoglie, una festa che si rinnova ogni anno grazie al lavoro di squadra. I vini di Cantine Settesoli sono ottenuti da uve selezionate, vinificate nella zona di origine integrando cultura del territorio, metodi tradizionali, ricerca e innovazione tecnologica. La cultura del territorio qui è divenuta patrimonio comune: nei vini Settesoli c’è la Sicilia ma anche la sicilianità, che mette l’accento su una bellezza da condividere. Un’isola straordinaria e diversa in ogni angolo: continente in miniatura, microcosmo che accoglie l’eredità di una storia articolata e millenaria. E poi vi è il programma di ricerca, che prevede l’analisi comportamentale sia di vitigni autoctoni, che di vitigni internazionali ed innovativi per il panorama siciliano, con l’obiettivo di continuare ad innovare e migliorarne la qualità.

Difatti, il patrimonio delle Cantine Settesoli è formato da vitigni tipici della fascia mediterranea, come Grecanico, Grillo e Nero d’Avola, ma anche da vitigni di recente importazione in Sicilia come Merlot, Syrah e Chardonnay, nonché vitigni “innovativi” come il Sauvignon Blanc, lo Chenin Blanc ed il Petit Verdot. I vini prodotti da Cantine Settesoli sono distribuiti sia in Italia che all’estero con i marchi Settesoli, Mandrarossa e Inycon, e la nuova linea Bio Vegan Jummare, e la loro qualità è certificata dai numerosi premi ricevuti nel corso degli anni. Per citare alcuni dei riconoscimenti ottenuti: il “Premio Gavi, La Buona Italia”, il “Sodalitas Social Award”, e il “Tre Bicchieri” del Gambero Rosso – Guida ai vini d’Italia 2021 consegnato al Mandrarossa Cartagho Sicilia DOC 2018. L’azienda, grazie anche al sostegno del Programma di Sviluppo Rurale della Sicilia, ha adottato nel tempo misure di tutela dell’ambiente e del contesto naturale di cui è parte integrante. All’attivo conta 7 impianti fotovoltaici, e per tutto il packaging aziendale, dalle etichette ai cartoni, impiega carta senza fibra di legno.

Inoltre, l’illuminazione di tutti i piazzali degli stabilimenti enologici e quella del magazzino dedicato alla logistica e allo stoccaggio dei prodotti finiti è stato convertito con l’utilizzo di lampade a led a basso consumo energetico. Cantine Settesoli fa parte anche della ‘Strada Del Vino Delle Terre Sicane’, distretto vinicolo che comprende Menfi, Contessa Entellina, Sciacca, Santa Margherita del Belice e Sambuca di Sicilia. Questo territorio rurale ricco di biodiversità, in cui il paesaggio vinicolo è senz’altro prevalente, è adiacente ad alcuni siti storici di notorietà internazionale, il Parco Archeologico di Selinunte e la Valle dei Templi di Agrigento, ed è anche il territorio che è stato scenario del Gattopardo di Tomasi di Lampedusa, dove viene menzionato un feudo chiamato Settesoli, da cui la Cantina prende il nome.

La vendemmia come tradizione, il prodotto finale come innovazione. La differenza la fa il metodo, la fanno le persone: è così che la comunità di Settesoli raggiunge traguardi di qualità, per sé e per l’ambiente. La sostenibilità è nel suo DNA, e gli appartiene come gli appartiene questa terra: quei 6.000 ettari di vigneti che crescono rigogliosi tra il sole di Sicilia e le carezze delle brezze marine. Una storia fatta di storie: duemila soci e sessant’anni di vita e di vite.

fonte: TERRA blog