Incendi, la Flai e la Cgil Palermo al ministro Patuanelli: “Aiuti alle aziende agricole, ai comuni, alle persone e azione coordinata di contrasto al fenomeno degli incendiari”

“Quanto sta accadendo in questi giorni nella nostra provincia mette tristezza e rabbia. Stiamo vedendo andare in fumo, letteralmente, ettari di bosco e anni di lavoro. Lavoro degli operai forestali che hanno fatto nascere e crescere boschi lì dove oggi altrimenti ci sarebbe deserto. Anni di lavoro di chi in questi territori ha costruito con fatica le proprie aziende agricole”.

Lo dichiarano il segretario generale della Flai Cgil Palermo, Dario Fazzese e il segretario generale della Cgil Palermo Mario Ridulfo, che ribadiscono le loro preoccupazioni anche in vista dell’incontro tra il ministro Patuanelli e i sindaci della provincia, con in testa il sindaco dell’area metropolitana, Leoluca Orlando.

“Abbiamo appreso dell’incontro dalla stampa. Sarebbe stato forse il caso di invitare anche le organizzazioni sindacali, che rappresentano i lavoratori impegnati sul fronte del contrasto agli incendi -aggiungono Fazzese e Ridulfo –  Approfittiamo comunque di questa occasione per dire al ministro che certamente serviranno aiuti: alle imprese agricole, ai comuni e alle singole persone che hanno visto distrutte le loro case. Ma vorremmo anche ribadire con forza la necessità che, accanto agli aiuti necessari, si faccia un serio contrasto al fenomeno degli incendi che ogni anno strappa via un pezzo di territorio e di bellezza alla nostra provincia. Basta pensare alla valle dello Jato, al bosco della Moarda, a quello di Casaboli o alle Madonie”.

  “Serve – è la richiesta di Flai e Cgil – una coordinazione effettiva tra i diversi organi inquirenti per reprimere le azioni criminali che determinano tutto questo. Non può essere solo un problema di temperature o di piromani. Come abbiamo urlato insieme alle associazioni ambientaliste,  in occasione dell’incendio di Portella della ginestra, serve un pool di indagine. Così come accadde in occasione della lotta alla mafia. E come in quel caso serve seguire la ‘puzza del denaro’ per capire dove effettivamente risiedano gli interessi che tutto ciò stanno determinando.  Infine, continueremo a ribadirlo, serve rilanciare la forestazione pubblica, unico strumento per ricostruire quanto perso in questi mesi. Bisogna ammodernarla, renderla più stabile nel lavoro e prevedere la possibilità di inserire nuove forze giovani.  Non possiamo più accettare che, come accade da anni, si piangano i disastri commessi dagli incendiari se si perde sempre l’occasione di programmare l’attività forestale bei tempi e con le risorse necessarie. Come diciamo ogni anno alla Regione Siciliana: i tempi della natura non possono essere subalterni a quelli della politica”.