Pullara: contro replica al comunicato dell’Asp di Agrigento

I fatti non possono essere modificati dalle parole

Leggo stupito la replica del dottore Zappia commissario dell’Asp di Agrigento, ci sono le parole ed i fatti.

E’ il commento del vice presidente della commissione sanità all’Ars on. Carmelo Pullara

Io sono più bravo nei fatti che nelle parole. – Spiega Pullara – Per pudore e responsabilità ho inviato ai giornali sono alcune delle immagini che ho fotografato oggi, mi trovo ora costretto ad inviarle tutte ed aggiungo piuttosto che replicare perchè il commissario Zappia non si fa un giro come l’ho fatto io ed ascolta operatori e pazienti? Sarebbe un gesto di responsabilità ed umiltà.

Intanto mi chiedo che senso ha parlando di salute rifarsi al detto mal comune mezzo gaudio. In questo caso il male è solo in provincia di Agrigento perchè situazioni così incresciose si vedono solo nella sanità agrigentina ormai al collasso e ciò sotto gli occhi di tutti con un colpevole silenzio istituzionale.  

Voglio essere buono – prosegue il deputato – e seguire la linea di difesa del commissario Zappia che dice medici non se ne trovano, ebbene perché piuttosto che mantenere due soli infermieri a turno non eleva l’assistenza e la sicurezza dei pazienti con 5/6 infermieri a turno e Oss? O forse non si trovano nemmeno questi? Perché piuttosto che tenere le barelle arrangiate alla meno peggio i cui pezzi sono tenute da garze ecc. elevando il rischio di caduta dei pazienti, non ne acquista di nuove? O forse non si trovano barelle in commercio? Perché piuttosto che mantenere tre soli monitor multiparametrici, che consentono un monitoraggio in sicurezza dei pazienti, non ne compra uno per posto letto? O forse non se ne trovano in commercio? Perché piuttosto che mettere i pazienti ammassati e senza un minimo di privacy in stanzoni che assomigliano al girone dell’inferno non provvede a separarli con apposite tende? O forse non se ne trovano in commercio? Perché piuttosto che fare mancare lenzuolini, guanti, disinfettanti non provvede a fornirne in misura adeguata? O forse non se ne trovano in commercio? E per tornare al tema dei medici carenti, basterebbe procedere con i concorsi a tempo indeterminato assicurando cosi ai medici un futuro certo, piuttosto che ricorrere ad incarichi a tempo determinato con la spada di Damocle del possibile rinnovo o meno, che determinano solo la fuga dei medici.

Il commissario Zappia non tenti di condividere le sue responsabilità facendo aggiungere la firma dei suoi comunicati con altri. Ha voluto ricordare le mie funzioni, io ho il ricordo che durante la mia esperienza manageriale per molto meno l’assessore Russo cacciò il direttore generale dell’azienda Civico di Palermo. Commissario Zappia piuttosto che pensare a replicare ritenendo che tutto si racchiuda nella comunicazione si dimetta perché i risultati prodotti sul campo sono veramente il nulla.   

Sono certo – conclude Pullara – che tutte queste cose il commissario Zappia non le farà ma spero che almeno i controlli ed il sopralluogo li possa fare l’Assessore alla sanità non solo all’ospedale di Agrigento ma anche in tutti gli ospedali della provincia, o magari qualche altra figura istituzionale per porre fine a questa esperienza di gestione sanitaria da terzo mondo.