Successo per l’incontro in streaming con la poetessa siciliana Grazia Distefano, presentato da Alessandro Quasimodo

Una bella novità coinvolge la poetessa siciliana Grazia Distefano, da poco in libreria con la raccolta poetica “Pathos”, editata dalla Aletti. Il libro è stato presentato in streaming sulle pagine Facebook della Aletti Editore dal Maestro Alessandro Quasimodo, figlio del poeta siciliano Salvatore Quasimodo, Premio Nobel per la Letteratura, catturando l’attenzione di numerosi utenti della rete.
“Pathos” è nata nel periodo di pandemia, quando l’esperienza di costrizione ha dato una spinta maggiore all’autrice verso l’arte poetica. Originaria di Paternò, Distefano ha utilizzato più stili di scrittura. Principalmente si tratta di scritti poetici, tra loro eterogenei, sia impersonali, sotto forma di metafore e dialoghi, sia intimi, a cui si aggiungono piccoli passi di prosa e riflessioni. Molti degli argomenti che si incontrano nella lettura sono anticipati dal testo in prosa in apertura “Lettera alla vita”, che è una sorta di manifesto tematico ed è stato particolarmente apprezzato dal professore libanese Hafez Haidar, che ha curato la prefazione dell’opera. Haidar conosce a fondo la parola poetica, essendo tra i più noti traduttori di Gibran, e la scrittura in generale, avendo tra l’altro tradotto in arabo le opere di Oriana Fallaci.

Ad attirare l’attenzione del lettore c’è anche la struttura delle poesie che sono, nella maggior parte dei casi, precedute dalla breve citazione di un autore noto: poche parole che danno una chiave di lettura ai versi della poetessa, i quali sembrano svilupparsi attorno a quella traccia con la forza seducente di un linguaggio naturale e cristallino. In altri casi, i versi sono anticipati da dediche, dettagli biografici e brevi note, che svelano ulteriori particolari. Conosciamo così le preferenze artistiche, letterarie e musicali dell’autrice, che vanno ad aggiungersi alle altre informazioni ricavate durante la lettura, tra cui il sentimento di gratitudine verso Dio e la vita, il forte bisogno di poesia, l’umile interrogarsi se la sua sia o meno arte poetica. Atteggiamento, quest’ultimo, che accomuna i grandi e che non è sfuggito ad Alessandro Quasimodo, che ha apprezzato le qualità umane e artistiche della poetessa.

La finalità ultima della poesia, per Grazia, è espressa con chiarezza nella nota nel retro di copertina. «Grazia rivive momenti di vita vissuta insieme all’amore della sua vita, durato 35 anni – si legge -. La poesia ne illumina i momenti oscuri, e davanti a una lirica l’anima è come una spogliarellista perché cadono le coperture e rimane la nudità dei sentimenti.» È un legame, quello con l’amato, che ritorna nel libro ed è ricordato anche nella bella immagine di copertina realizzata dall’artista Stefano De Gennaro, con un disegno stilizzato che ritrae un uomo e una donna che si incamminano mano nella mano, lungo il sentiero della vita.