Teatro in chiesa sulla figura di Tito Brandsma, frate anti-nazista ucciso a Dachau

Uno dei primi avversari della dittatura nazista nei bassi bassi , presidente dei giornalisti cattolici olandesi e docente universitario, Tito Brandsma è un frate carmelitano ucciso nel campo di concentramento di Dachau. È stato dichiarato beato, martire per la fede, il 3 novembre 1985 da papa Giovanni Paolo II.

Domani 24 agosto alle ore 19 presso il Santuario della Madonna di Trapani si terrà uno spettacolo teatrale con la regia di Antonio Vitale che ne racconterà la vicenda umana e spirituale. Lo spettacolo prodotto da “TeatrArteAllaRibalta” sarà ad ingresso libero fino al raggiungimento del numero massimo dei partecipanti per l’osservanza delle norme anti-covid19.

Di seguito alcune note di regia

UN FRATE PERICOLOSO

la vicenda umana di Tito Brandsma, martire carmelitano

Drammaturgia e regia

Antonio Vitale

Attori in scena:Federica Coppola e Antonio Vitale.

Direttrice di scena: Natalia Fusco.

Scene & Costumi

TeatrArteAllaRibalta

Sinossi

“UN FRATE PERICOLOSO” è uno spettacolo teatrale in un atto incentrato sulla figura del martire carmelitano, Tito Brandsma.

Padre Tito si trova nel campo di concentramento di Dachau, da dove racconta la sua vicenda umana e religiosa, attraverso il ricordo della quale cerca di evadere, in qualche modo, dalle “brutture” del campo. Il ripercorrere le tappe fondamentali della sua vita gli permette di rivivere momenti ed emozioni intrisi di nostalgie, dal ricordo dolce dei suoi genitori all’entrata in convento a Boxmeer.

In questo percorso il nostro Tito ha un unico compagno di viaggio: Dio.

Dio e la fede sono talmente forti in padre Tito che gli permetteranno di affrontare le tentazioni, l’arresto e la prigionia con quella serenità tipica dei santi. Riporterà all’infermiera, che gli farà l’iniezione letale di acido fenico, le parole di Santa Teresa:

“I buoni sacerdoti non sono quelli che dai pulpiti dicono belle parole, ma quelli capaci di offrire il proprio dolore per gli uomini.”

Questo spettacolo vuole evidenziare ancora di più l’essere veramente cristiano di quest’uomo, considerato “pericoloso” dai nazisti solo perché, con la sua attività di giornalista, cercava di rendere libera la stampa cattolica, non facendola sottomettere ai dettami del partito Nazionalsocialista in quanto andavano contro i principi basilari della dottrina di Cristo.

In scena un attore nei panni di padre Tito ed un’attrice che interpreterà vari personaggi a seconda dello sviluppo della vicenda. Ad arricchire lo spettacolo musiche suggestive, frutto di un’intensa ricerca musicale.

Note di regia

Ho avuto modo di conoscere la storia di Tito Brandsma diversi anni fa grazie all’amico padre carmelitano, Mario Alfarano. Da subito sono stato attratto dalla vicenda umana e religiosa di quest’uomo dall’aspetto mingherlino ma con una forza d’animo incredibile. In Tito Brandsma ho subito apprezzato il suo essere veramente cristiano ed  il suo adoperarsi  per il prossimo al punto da sacrificare la propria salute. Davvero un esempio da seguire.

Nello studiare la sua vita è nata in me, dal primo momento, la necessità e la voglia di portare in scena la sua vicenda umana e religiosa.

La regia che curerò evidenzierà molto gli stati d’animo dei personaggi, cercando di trasmettere e di far arrivare allo spettatore ogni singola emozione. Ciò sarà possibile attraverso una interpretazione molto naturalistica. Le musiche, che sceglierò attraverso una ricerca musicale molto scrupolosa, daranno un ulteriore contributo a tutto ciò. La chiave di lettura, che ha delineato quella che sarà la mia regia e che ha costituito anche il punto di partenza della drammaturgia, è sicuramente quella introspettiva, attraverso la quale far emergere il carattere vero di padre Tito e quello degli altri personaggi. Un’introspezione, che spero, vada nella direzione dell’amore per il prossimo, molto forte nel nostro Tito.  

Genere

Teatro di prosa