Marsala, “Cum grano salis”: Officina Tersicore e Virginia Gold incantano alla “Scurata”

Uno spettacolo coinvolgente, delicato, fortemente evocativo quello andato in scena ieri a Marsala, al teatro a mare Pellegrino 1880 in occasione della rassegna “a Scurata”, organizzata dal MAC.  I presupposti c’erano tutti: la maestria della coreografa Elisa Ilari, l’eleganza delle ballerine della sua Officina Tersicore e le sperimentazioni musicali dei Virginia Gold per la prima volta insieme, in una sapiente combinazione di musica e danza.

Una collaborazione nuova fra Andrea Russo e l’Officina Tersicore che ha tuttavia il sapore di un ritorno, dopo un passato in cui la stessa Ilari ha tante volte lavorato insieme ad Enrico Russo, alla cui memoria la rassegna è dedicata.

Una collaborazione che è stata anche occasione di sperimentazione, “una pazzia” come l’ha definita Andrea Russo.

Nato e pensato appositamente per questo luogo, in questo luogo “Cum grano salis” è stato capace di sospendere il tempo, lasciando per più di un’ora gli spettatori in bilico fra lo stupore e l’ammirazione.  Filo conduttore naturalmente il sale: il sale che arde, che brilla, che conserva, che è essenza di cose e di uomini. Che è lavoro e vita.

Un omaggio a quel “pizzico di sale” di cui abbiamo bisogno, che ogni uomo ha dentro, che dà senso e sostanza. E che diventa dunque occasione per una riflessione profonda sul sé.

Un po’ come è accaduto alla bambola di sale che sperimenta se stessa immergendosi in mare.  

“Le nostre lacrime, il liquido amniotico, la placenta contengono sale. Noi siamo sale. Partendo quindi dal sale e dalle saline, si snocciola il tema della conoscenza di sé che diventa anche conoscenza dell’altro” – spiega Elisa Ilari.

Incantevoli le ballerine dell’Officina Tersicore –  Valeria Pellegrino, Giulia Lombardo, Sara Parrinello, Margherita Sparla –  capaci di portare in scena il forte legame con gli elementi naturali: come le ninfe della mitologia greca, una cosa sola con ciò che le circonda, in perfetta, intensa armonia fra sale ed acqua.

All’interno dello spettacolo anche un omaggio all’artista israeliana Sigalit Landau, nota per il suo progetto “La sposa di Sale”. L’artista ha immerso nel Mar Morto un vestito funebre da donna del 1800 lasciandolo lì per due anni. I cristalli di sale del Mar Morto hanno trasformato l’abito, rendendolo bianco.

“È un’opera che mi ha colpito molto: qualcosa senza vita come il Mar Morto ha creato altro – racconta ancora Ilari – E’ il contatto con qualcosa di nuovo, la percezione di conoscersi in un’altra pelle”.

“Cum grano salis” è uno spettacolo dalla struttura complessa dove vige un preciso minutaggio. Ogni strumento si interseca perfettamente con l’altro e con le coreografie in ogni preciso momento, in un’alternanza costante fra composizione ed improvvisazione.

“E’ stata una sperimentazione. Lavorare con pezzi montati ed improvvisazione non è semplice ma, al tempo stesso, è molto entusiasmante” – dice ancora Elisa Ilari.

Un ruolo speciale dunque quello della musica. Sotto la direzione musicale del maestro Alessio Cordaro, i Virginia Gold hanno proposto sonorità originali, con una piccola citazione da America Beauty, che hanno saputo far risaltare egregiamente lo spirito dei luoghi.

 “I Virginia Gold hanno composto le musiche totalmente improvvisando, da un paio di mesi a questa parte, andando ognuno a tempo con un cronometro. – spiega Andrea Russo – Ognuno di noi seguiva, sullo spartito, una linea con numeri ed incastri. Dal punto di vista compositivo, è stato molto complesso e molto particolare”

Sul palco Andrea Russo al sintetizzatore, Alessio Cordaro al contrabasso, Leo Coppola alle percussioni, Vincenzo Piccione Pipitone alla tastiera e il rumorista Salvatore Casano. 

Una musica mai invasiva. “Si tratta di sonorità che si sposano alla perfezione con un posto unico al mondo come questo-– aggiunge ancora Russo – Qui bisogna far parlare il vento, l’acqua.  La musica e la natura possono essere un tutt’uno”.

Allo spettacolo ha partecipato anche Matteo Pipitone che ha prestato la sua voce alla storia della bambola di sale.

La scenografia è stata curata da  Vito Lombardo.

Prima dell’inizio dello spettacolo, il MAC ha voluto rendere omaggio alla memoria del chitarrista Piero Scardino consegnando al figlio Vincenzo il premio che ne celebra la carriera.

“Piero Scardino –  si legge nella motivazione – è stato icona della musica ed esempio di virtuosismo, dimostrando che la passione è l’unica vera dote di un musicista”. A consegnare il premio, Giusy Curcio e Andrea Russo.

Domani sera il teatro a mare Pellegrino 1880 tornerà ad accendere le luci per il concerto al pianoforte di Emanuele Chirco “Tra le mie cose”.