A Morgantina, Mario Incudine “canta” gli operai che ricostruirono il Ponte di Genova

Ultimi due giorni di festival con Leo Gullotta e Orchestra di piazza Vittorio

Sfidare il tempo, certo, ma lanciarsi anche contro le pastoie burocratiche: è quello che è successo a Genova dove il Ponte crollato è stato ricostruito con tempi straordinari per l’Italia dei cantieri infiniti. E questo, grazie al lavoro di operai, maestranze, professionisti come un gruppo di 56 notai che riuscirono a consegnare per tempo le pratiche di tutela dall’esproprio ai residenti ai piedi del ponte: tutti al servizio della rinascita di un’intera città ferita. Nasce proprio da questo riconoscimento, “I Mille del ponte” da un’idea di Raffaella Luglini, presidente di Fondazione Ansaldo-Gruppo Leonardo, lavoro scritto da Massimiliano Lussana di scena domani sera (31 agosto) alle 19.30 per il BarbabluFest nel sito archeologico di Morgantina (EN). Saranno presenti Rosaria Bono, animatrice del gruppo dei notai genovesi e Andrea Benveduti, assessore allo Sviluppo economico della Regione Liguria.

È solo l’avvio dell’ultima settimana di una rassegna che per la prima volta ha riempito il teatro e l’ekklesiasterion del sito archeologico, ma che soprattutto ha portato visitatori e turisti nei b&b e nei ristoranti della zona, a riscoprire una parte della Sicilia fuori dai tradizionali percorsi, a partire da un museo (quello di Aidone) con pezzi straordinari. Ultima settimana, dunque, che si apre con questo spettacolo sulle mani operose che hanno ricostruito il Ponte, e continua mercoledì (1 settembre) con “Gli zii di Sicilia”, immersione tra ricordi, aneddoti e personaggi della Prima Repubblica, raccontati da Mirello Crisafulli e Totò Cuffaro. Il 3 settembre, al teatro  Leo Gullotta porterà il suo “Minnazza” e sabato 4 si chiude con le note multiculturali dell’Orchestra di Piazza Vittorio.

Fortemente voluto dall’assessore regionale ai Beni culturali e Identità siciliana Alberto Samonà, il festival vanta la direzione artistica del regista Giuseppe Dipasquale, l’organizzazione di Terzo Millennio.

I Mille del ponte”, domani sera alle 19.30, nato da un’idea di Raffaella Luglini, presidente di Fondazione Ansaldo-Gruppo Leonardo, è un lavoro scritto da Massimiliano Lussana e vede in scena Mario Incudine, Manfredi Tumminello, Pino Ricosta e Antonio Vasta. Si raccontano le storie di operai, ingegneri, saldatori, controllori di gestione, autisti, decine di categorie professionali che hanno partecipato alla ricostruzione del Ponte di Genova. Tre atti: gli “artefici” del ponte, le mani operose di oltre 50 tipologie di professionisti diverse confluite in un’opera monumentale, sulle note di o’ Guarracino e de La storia di De Gregori. Poi il “record dei notai”, il contributo dei 56 professionisti che hanno battuto il record dei primati del notariato riuscendo a consegnare per tempo le pratiche di tutela dall’esproprio ai residenti ai piedi del ponte. Nella playlist dei notai,  DeGregori, De Andrè, Battiato, Lo Stato sociale, i Pinguini tattici nucleari, Vecchioni e Gaber. Infine, il terzo atto “Ponte di luce”, dal nome dell’idea di Renzo Piano: i suoni industriali – dal rotowash che pulisce i vetri, ai sensori innovativi nel campo dell’ingegneria civile – si intrecciano alle colonne sonore di cartoni animati  sullo sfondo di scene da film “cult”.Biglietti: 8 euro. www.terzomillennio.info. Si entra con green pass.

Mercoledì (1 settembre) alle 18.30, nei giardini del Museo Archeologico di Aidone, un confronto sul filo dell’amicizia che ha legato e ancora oggi lega, due grandi protagonisti della politica siciliana, uno storicamente legato alla Sinistra, come Mirello Crisafulli, l’altro sempre Democrazia Cristiana come Totò Cuffaro. Si racconteranno davanti al pubblico, sollecitati dalle domande di Giuseppe Sottile, storico giornalista, tra i fondatori del Foglio. Ingresso libero, su prenotazione con green pass.

Venerdì 3 settembre alle 19.30 nell’area archeologica tocca invece a “Minnazza”, uno spettacolo per voce solista su prose e liriche siciliane, antiche e moderne. Prende spunto dall’immagine antica della Madre Terra, “La Grande Madre” (Minnazza, appunto) un racconto sonoro che si snoda dalle origini della letteratura dell’Isola dei Ciclopi, fino ai nostri giorni. Un viaggio tra i miti e il quotidiano, tra il sorriso e la denuncia civile. Leo Gullotta, frequentando la lingua di contemporanei illustri guiderà attraverso le pagine di capolavori letterari e le righe dei loro componimenti poetici, costruiti drammaturgicamente da Fabio Grossi, che cura anche la regia dello spettacolo. Accompagnato in scena da musiche, composte appositamente da Germano Mazzocchetti, che aiuteranno, anch’esse protagoniste, a scandire le stazioni, ovvero i capitoli del viaggio. Il tutto ben coniugato dai video, propri dello spettacolo, realizzati da Mimmo Verdesca. Biglietti: 8 euro. www.terzomillennio.info. Si entra con green pass.

BarbablùFest si chiuderà sabato prossimo alle 20, con l’Orchestra di Piazza Vittorio, ritmo, balli e musica per raccontare vent’anni dello storico ensemble multietnico. “Dancefloor” è uno show dedicato al ballo, al ritmo e alla musica che supera i generi, gli stili e le nazioni, per raccontare la storia di un’utopia diventata realtà. L’OPV è veramente unensemble multietnico unico nel panorama mondiale, fondato nel 2002 da Mario Tronco, con l’idea di creare un’orchestra stabile di musicisti provenienti da diversi paesi e culture. Un progetto che ha ridefinito il concetto stesso di World Music, ispirando decine di esperienze analoghe in Italia e nel mondo, e facendo dell’orchestra il segno tangibile di una scommessa possibile: tenere insieme continenti diversi, con le loro culture, i loro suoni e la loro storia. Da questa esperienza, partita dall’ombelico di Roma, dall’Esquilino, sono trascorsi quasi vent’anni, di reciproche influenze di generi musicali e complicità tra i musicisti: questo spettacolo li racconta. Biglietti: 12 euro. www.terzomillennio.info. Si entra con green pass.