Anniversario crollo allo stadio. La Fillea Cgil Palermo ricorda i 5 operai morti

“Nei cantieri si continua a morire come 32 anni fa. Chiediamo sicurezza e controlli, anche in vista degli investimenti del Recovery Fund”.

La  Fillea Cgil Palermo, nel 32° anniversario,  ricorda oggi i 5 operai morti durante i lavori di costruzione dello stadio della Favorita. Erano tutti giovanissimi. Serafino Tusa,  28 anni, Giovanni Carollo, 31 anni, Gaetano Palmeri, 28 anni, Domenico Rosone, 31 anni e Antonino Cusimano, 23 anni, persero la vita a causa  del crollo di un traliccio della struttura del tetto, durante i lavori di ampliamento dello stadio, in occasione di Italia 90.

La Fillea, con una delegazione, oggi si recherà allo stadio per  deporre un mazzo di fiori e per  riaccendere la questione relativa alla sicurezza nei cantieri, emergenza senza fine come ra i morti degli ultimi giorni. “Nei cantieri si continua a morire, come dimostra la tragedia in cui ha perso la vita Angelo Giammanco, lavoratore in nero di Cinisi. Il tragico incidente allo stadio avvenne per diversi fattori, tra cui le carenti condizioni di sicurezza – dichiara il segretario generale Fillea Cgil Palermo Piero Ceraulo –  Come stabilì la magistratura, il crollo fu da imputare a un errore nell’ancoraggio dei tralicci. Nell’89, per la realizzazione degli impianti  di calcio in Italia,  l’obiettivo  era organizzare a tutti i costi gli stadi per i Mondiali e l’accelerazione impressa per completare le  opere pubbliche determinò una certa rilassatezza  nella sorveglianza dei cantieri. Non vorremmo che oggi, con l’approssimarsi del Recovery Fund, l’accelerazione della spesa  per le opere pubbliche possa causare da parte istituzionale un abbassamento dell’attenzione sui controlli nei cantieri. Il tema della mancanza di  sicurezza nei cantieri è stato più volte  denunciato dalle organizzazioni sindacali. Purtroppo è ancora una realtà”.

Dallo stadio della Favorita, 32 anni dopo, la Fillea torna a lanciare l’allarme sui temi della sicurezza e della formazione dei lavoratori. “Alla  luce  dei nuovi investimenti  e delle risorse che arriveranno con il  Recovery, con le quali si darà avvio a  diverse opere importanti sul territorio – aggiunge Ceraulo – riteniamo che la sicurezza debba essere messa al primo posto.  Ormai è chiaro, e sotto gli occhi di tutti,  che nei cantieri, anche  rispetto alla tipologia di interventi, il  rischio di infortuni è troppo alto. Non possiamo stare a guardare e a contare i morti, dobbiamo intervenire per garantire condizioni di lavoro sicure”.